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domenica 27 luglio 2014

La Riviera dello sfruttamento: viaggio fra i lavoratori stagionali di Rimini e Cesenatico

Il giornalista freelance Antonio Musella ha raccolto per Fanpage.it quattro storie di lavoratori italiani e stranieri, impiegati nelle strutture turistiche della riviera romagnola. 
Storie di sfruttamento, truffa e violenza sia fisica che psicologica.
Le storie di Sandra, Mohammed, Alfonso e Isabela ci raccontano da dentro i meccanismi di sfruttamento nell'industria del turismo e l'azione di inchiesta e di denuncia di Rumori Sinistri e poi quella sindacale e conflittuale di ADL Cobas Emilia Romagna. 
Pensate a queste storie quando sarete al bar, in un locale, in un hotel o in spiaggia in questa estate 2014.
REDDITO DIRITTI DIGNITA' PER TUTTI E TUTTE!

giovedì 24 ottobre 2013

Rimini: consiglio comunale gettone presenza per Flo. Ora dare subito seguito all'odg sul Lavoro Gravemente Sfruttato

Apprendiamo dal quotidiano La Voce di Romagna (che ha seguito con enorme impegno e sensibilità, attraverso la sua giornalista Fausta Mannarino, la vicenda di Flo) che 33 consiglieri comunali di Rimini, su proposta del consigliere Fabio Pazzaglia, hanno donato il gettone di presenza per il rimpatrio della salma di Florentina Ciobanu tragicamente scomparsa in un hotel di Rivabella. La raccolta fondi promossa da Adl Cobas E.R. e da Rumori sinistri (delegati dalla famiglia per il supporto e l'assistenza legale) continua anche per raccogliere ulteriori fondi da destinare al figlio minore di Flo vista la grave situazione economica in cui versa la famiglia a Comasca (Romania). 
Per chi vuole contribuire è possibile versare una donazione sul corrente dell'Avv. Raffaele Pacifico IT79 Y0760113200000043936608 Banco Posta Cesena n. 5 specificando la causale “Donazione in favore della famiglia di Florentina Ciobanu”.
Ringraziamo i consiglieri e il Sindaco che ha devoluto il suo gettone, ma li sollecitiamo a dar seguito all'odg approvato il 15 marzo 2013 dove sono indicate chiare azioni ancora del tutto disattese e si impegna sindaco e giunta:
· a sollecitare il Ministero del Lavoro ad incrementare il numero di ispettori destinati alla Direzione Territoriale del Lavoro;
· a proseguire l’ azione nell’ambito della citata Conferenza Permanente della Prefettura – Tavolo tecnico, per addivenire alla firma del Protocollo sul lavoro irregolare in edilizia e dare, poi, seguito al contenuto dello stesso;
· a sollecitare la stessa Prefettura di Rimini affinchè sia attivato al più presto, in sede di Conferenza permanente, anche il Tavolo tecnico riguardante il turismo ed i servizi;
· a delineare modalità di esclusione, per le aziende sanzionate per irregolarità in materia di lavoro, sicurezza e previdenza, da progetti di marketing comunali;
· a dare mandato agli uffici affinchè in sede di SCIA o di richiesta di rilascio di nuove autorizzazioni, venga prevista una nuova dichiarazione, a carico del richiedente, circa il rispetto della normativa vigente in tema di: tutela del lavoratore, salute, ambiente, condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro;
· a sollecitare le associazioni datoriali a promuovere, con strumenti efficaci verso i loro associati, il rispetto della normativa e dei CCNL e a definire strumenti di controllo verso gli stessi associati anche al fine della eventuale creazione di un “marchio di qualità”;
· a valutare la possibilità di elaborare di un indicatore di congruità tra: le caratteristiche della struttura, il volume di lavoro, la forza lavoro regolare impiegata - in base a tale indicatore potrebbero essere valutate le situazioni di incongruità orientando l’attività di controllo degli enti preposti;
· a considerare la possibilità di istituire un “Registro delle imprese virtuose” - “White lists/Imprese etiche” - il cui accesso sia legato al rispetto di tutti gli adempimenti in materia di lavoro, sicurezza e previdenza previsti dalla legge e dai CCNL, verso i dipendenti, soci e prestatori d' opera/collaboratori;
· ad avviare un percorso di campagne di informazione/sensibilizzazione diretto ad informare la cittadinanza e le imprese sui diritti e sugli obblighi in materia di lavoro, previdenza e sicurezza ed una pubblicizzazione periodica di dati statistici sui fenomeni di irregolarità di concerto con gli enti preposti;
· ad effettuare campagne informative dello stesso tenore rivolte ai/alle giovani del territorio;
· a promuovere, di concerto con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, azioni tese alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con particolare attenzione ai diritti delle donne ed alle pari opportunità – anche incentivando l' utilizzo dei progetti previsti dalla legge n. 53/2000;
Appalti / convenzioni / accordi stipulati dal comune di Rimini per servizi vari (quali scuola- appalti pubblici) devono essere improntati al rispetto delle norme della contrattazione collettiva del settore; dovranno tendere alla “stabilità” e alla “salvaguardia” dei rapporti di lavoro disincentivando in tal senso gli appalti e subappalti che utilizzino la “precarietà quale strumento stabile di svolgimento dei rapporti con le maestranze in servizio.
Gli ultimi controlli effettuati dal nucleo investigativo dei carabinieri della DTL di Rimini continuano a confermare che LGS e lavoro nero sono edemici nel territorio. Un mercato del lavoro, non solo turistico, impostato sulla violazione costante dei diritti umani, produce nocività e malattia oltre che povertà. 
Per questo è necessario - da subito - dar seguito all'odg approvato il 15 marzo 2013, Odg nato grazie alle lotte condotte in questi anni intorno al nodo dello sfruttamento e dell'accumulazione capitalistica che grazie alla crisi e alla povertà crea il terreno fertile per nuove forme di sfruttamento e dispositivi di assogettamento della forza lavoro.
Per chi vuole approfondire l'analisi sull'odg contro il LGS cliccando qui è possibile leggere il contributo scritto subito dopo l'approvazione dello stesso.
 Ass. Rumori sinistri - ADL Cobas E.R.

domenica 4 agosto 2013

Riviera, gli stagionali in rivolta - Il Fatto Quotidiano del 4 agosto 2013

Riviera, gli stagionali in rivolta - Il Fatto Quotidiano del 4 agosto 2013
Il servizio è stato girato in mercoledì scorso in occasione dello sportello stagionali e dell'incontro con Mauro Turrini e Federico Chicchi. Grazie a Lucia e a tutt* i lavoratori che hanno testimoniato, quelli visibili e quelli invisibili
Lavorano 12 ore al giorno e dormono in spazi minuscoli o su brandine all'aperto. Sono l'altra faccia del turismo di massa con paghe da fame e contratti fasulli. L'associazione 'Rumori sinistri' fornisce assistenza ai "nuovi schiavi"
di Marceddu e Zaccariello 
>>Leggi l'articolo e gurada il video<<

martedì 9 luglio 2013

Sfruttamento nel lavoro stagionale: violenza e ricatti la nuova declinazione del lavoro gravemente sfruttato

Percosse, ingiurie, minacce, violenza privata, fanno da sfondo all'ultima vicenda che vede coinvolta una lavoratrice romena assunta presso un ristorante di Cesenatico. Il lavoro gravemente sfruttato, si compone di quegli elementi che vengono utilizzati per produrre maggior profitto, facendo leva ancora una volta sul quel denominatore comune che è la povertà. La crisi aumenta il divario fra ricchi e poveri, ed è la povertà e quindi la necessità di liquidità in tempi rapidi che aumenta il livello di ricattabilità, sottoponendo molti lavoratori stagionali a rinunciare ad ogni diritto sancito dal CCNL. La lavoratrice si è rivolta agli attivisti di Rumori Sinistri, dopo aver subito violenza fisica da parte del datore di lavoro. E' subito iniziato, un percorso di emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato attraverso il contributo legale dell'avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Cesena, per quanto riguarda l'aspetto di quei comportamenti agiti dal datore di lavoro che si possono collocare in reati penali procedibili d'ufficio.
La parte strettamente sindacale che riguarda l'inosservanza  da parte “datoriale” dei principi e delle norme contrattuali, è stata seguita dagli stessi attivisti attraverso il sindacato ADL COBAS in via di costituzione anche nel nostro territorio.
La lavoratrice sottoposta a ritmi di lavoro non contemplati nel contratto sottoscritto (di fatto era stato attivato un contratto a tempo determinato di due ore giornaliere, quando in realtà si arrivava fino a 13 ore giornaliere) è stata oggetto di un tentativo di estorsione, nel momento in cui il datore di lavoro le ha fatto firmare per ben due volte una dichiarazione nella quale essa rinunciava a qualsiasi altro riconoscimento economico da quello “offerto” dal ristoratore. Un ulteriore ricatto, dal punto di vista del contenuto e della forma in cui è stata presentata la dichiarazione, perché la lavoratrice rinunciasse ai suoi diritti per pochi spiccioli, pena il licenziamento.
L'avvocato Raffaele Pacifico, con cui la nostra associazione e l'associazione sindacale ADL Cobas ha stretto un rapporto di collaborazione, il 3 luglio 2013 ha depositato una querela firmata dalla lavoratrice in cui si chiede che il datore di lavoro venga sottoposto a procedimento penale per le ipotesi di reato degli art. 581, 594, 612, 610. Cogliamo l'occasione anche per informare che stiamo, inoltre, aggiornando la nostra guida rivolta ai lavoratori/trici stagionali con le nuove norme riguardanti la disoccupazione, introdotte dalla riforma Fornero. La precarietà e lo sfruttamento sono sempre più violenti e voraci rafforzati anche dal fatto che non esiste più nemmeno un minimo di welfare in grado di restituire parte della ricchezza che produciamo ma della quale siamo continuamente derubati.
Reddito, diritti, dignità per tutti e tutte! 
Ass. Rumori Sinistri 
Articolo Corriere romagna sulla vicenda di ven. 5 luglio 2013 
(Clicca sull'immagine per leggerlo)

giovedì 6 dicembre 2012

Rimini - #6D. Una scommessa vinta. | Cronaca della mobilitazione x la scuola e contro la precarietà della Mini Aspi Globalproject.info


Più di duecento persone al corteo. Delegazione incontra Direttore Inps Rimini Antonio Romano

Obiettivo raggiunto. Importante incontro con la Direzione INPS che conferma che al momento sulla Riforma Fornero non ci sono delle direttive chiare: questo significa che oltre 300.000 lavoratori e lavoratrici in tutta Italia non percepiranno la disoccupazione stagionale per il 2013. Prosegue quindi il piano di impoverimento attuato dal governo Monti. Più di duecento al corteo


Una scommessa vinta quella di oggi a partire, in primis, dai numeri presenti: più di 200 gli studenti che questa mattina si sono dati appuntamento all'Arco d'Augusto, per attraversare nuovamente, dopo l'importante scadenza del 24N, le strade della città. Un dato numerico da non sottovalutare se si pensa che lo sciopero indetto nella giornata di oggi è stato promosso dalla FIOM e non attraversava direttamente il mondo della scuola. 



Una scommessa vinta anche guardando alla composizione, eterogenea, mista, del corteo, fatta di operai metalmeccanici, studenti, lavoratrici e lavoratori stagionali, volontari delle due strutture, l'ass. Rumori Sinistri e il Comitato Schiavi in Riviera, che con il lavoro sotterraneo portato avanti in questi anni hanno fatto emergere il fenomeno del grave sfruttamento lavorativo, fenomeno strutturale dell'economia del territorio rivierasco.
Dopo aver rotto i divieti e le zone rosse imposte dalla Questura e aver attraversato la parte produttiva della città, non il centro storico, ma la zona delle fabbriche e dei complessi commerciali attraversati dalla crisi, il corteo è giunto alla sede dell'INPS. Qui, dopo un'estenuante trattativa e una discussione accesa con le forze dell'ordine, i manifestanti sono riusciti a conquistarsi il diritto ad entrare con una delegazione composta dalle volontarie delle due associazioni, dagli studenti del Collettivo, tra cui alcuni provenienti dagli Istituti professionali e da lavoratori stagionali, dentro la sede INPS e consegnare al Direttore, Alessandro Romano, il documento che denuncia la grave situazione che potrebbe venirsi a delineare con la perdita di due importanti ammortizzatori sociali per il territorio come la disoccupazione ordinaria e soprattutto quella a requisiti ridotti. Una discussione durata più di un'ora, in cui si è affrontata anche la centralità dell'Istituto di Previdenza Sociale in una fase come quella attuale e come avamposto di redistribuzione della ricchezza per il tessuto sociale. Durante l'incontro all'esterno della struttura i manifestanti hanno dato vita ad un presidio comunicativo e a due flashmob in cui si sono esposti cartelli riportanti le frasi “Reddito per Tutti” e “Meno Fornero, Più Welfare”.
A seguito dell'incontro è arrivata all'indirizzo e-mail dell'ass. Rumori Sinistri la conferma dell'avvenuto inoltro del documento al Presidente dell'INPS Mastrapasqua.
Una prima tappa di un percorso che intende promuovere altre iniziative di denuncia sul territorio legate al tema del grave sfruttamento lavorativo e delle pesanti conseguenze, anche per l'economia territoriale, correlate all'attuazione della Riforma del Lavoro Fornero. 

martedì 6 novembre 2012

Rosarno in Romagna di Andrea Cangioni | Tratto da Corriereimmigrazione.it

In riviera non si contano più i casi di sfruttamento legati all’industria del turismo. La storia di A. L’impegno dell’associazione Rumori sinistri contro questo fenomeno.

A. voleva fare la stagione estiva in Romagna. Si è rivolta a un’agenzia di intermediazione rumena specializzata nel settore del turismo e dei servizi. Aveva trovato l’indirizzo su un giornale, in calce a un invogliante trafiletto pubblicitario. La proposta sembrava allettante: avrebbe trascorso due mesi in una località di mare della riviera, con alloggio e vitto pagati e la possibilità, nelle ore di riposo, di godersi il mare. Ma arrivata a destinazione ha scoperto che il riposo non era previsto. E che l’organizzazione del lavoro reale era molto diversa da quella che le era stata prospettata: 10/12 ore di lavoro al giorno senza neanche il giorno di riposo, per una paga complessiva che non superava gli 800 euro.
Ma lei era arrivata sin lì, dalla Romania, e non se la sentiva di ritornare indietro a mani vuote. Ha stretto i denti ed è andata avanti. Come lei, molte altre giovani donne. La vicenda di A. infatti non è eccezionale. E’ una delle tante storie di sfruttamento che si possono trovare negli alberghi, nei ristoranti e nelle altre strutture commerciali della riviera romagnola. Storie che hanno come protagoniste, in genere, lavoratrici dell’est europeo ma che, per effetto della crisi, cominciano a toccare anche giovani italiani. Dal 2008 l’associazione Rumori sinistri di Rimini è impegnata in modo sistematico a contrastare questo fenomeno, poco conosciuto e poco trattato dai media, che si configura come un vero e proprio racket. L’associazione ha contribuito a mettere in luce la forte diffusione del lavoro sommerso e illegale nel distretto turistico romagnolo, che basa la propria competitività anche sullo sfruttamento intensivo della forza-lavoro ma anche l’esistenza di intermediari e di reti criminali capaci di organizzare e gestire tipologie di lavoro migrante assimilabili al caporalato. Con Manila Ricci, attivista dell’associazione, approfondiamo la questione.
Quanto sono diffusi il lavoro sommerso e il lavoro nero sulla riviera romagnola?
«La retorica dominante dice che il distretto turistico è sano, che ci sono sì delle mele marce, ma che si tratta di singoli imprenditori che non rispettano i contratti. In realtà in questi anni abbiamo visto come il lavoro sommerso e irregolare sia un fenomeno strutturale in Romagna, così come sia molto diffusa l’evasione fiscale e contributiva delle aziende ad esso collegato, come hanno denunciato nell’ultima estate anche la Guardia di Finanza e l’Ispettorato del lavoro».
Che impatto ha avuto la crisi sulle condizioni e i diritti dei lavoratori, migranti e italiani?
«La crisi non è certo cominciata adesso, perché è da circa dieci anni che nel lavoro stagionale assistiamo alla diminuzione dei salari reali, e che vi è minore interesse e controllo sulle condizioni di lavoro, sia da parte del sindacato sia da parte della politica. La situazione ora è peggiorata perché anche qui c’è una lieve flessione delle presenze turistiche. A questa crisi si risponde non con la riconversione ecologica delle spiagge e la tutela dei beni comuni, o con la riqualificazione dei servizi e delle strutture ricettive, ma con la compressione dei costi e la diminuzione dei diritti a danno dei lavoratori. Quest’anno, attraverso la Campagna per l’emersione del lavoro gravemente sfruttato, sono arrivate molte telefonate di cittadini italiani che denunciavano di lavorare a cottimo. E poi c’è la recente riforma del lavoro, che ha modificato in senso peggiorativo i criteri per usufruire degli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali».
In particolare, c’è una vertenza aperta con con un prestigioso complesso turistico della riviera
«Questa estate, con l’ultima campagna di emersione, è risultato che diversi lavoratori per fare la stagione in Romagna si rivolgono a società di mediazione e reclutamento rumene, che lavorano “con appalti” non regolari di alcuni grossi tour operator. I contatti avvengono di solito attraverso portali di lavoro su Internet o annunci sui giornali. Il meccanismo di raggiro funziona attraverso società rumene che fanno sottoscrivere ai lavoratori contratti ingannevoli e non legali in Italia, avvalendosi della direttiva comunitaria Bolkestein. Questi contratti sono in completa deroga ai contratti collettivi italiani, cosa che permette un notevole abbassamento dei salari: parliamo di 18 euro giornaliere a tempo pieno, cioè di una paga oraria di due euro!
La vertenza a cui si fa riferimento si inserisce in questo quadro: sono lavoratori e lavoratrici che lavoravano fino a 84 ore settimanali per 700 euro al mese, senza usufruire del giorno di riposo e che non ricevevano il salario da mesi. Un piccolo gruppo di lavoratori, dopo essersi auto-organizzato, si è rivolto a noi attraverso la Campagna per l’emersione del lavoro sfruttato. Insieme a loro e al Comitato Schiavi in Riviera abbiamo organizzato alcuni presidi di protesta e la vicenda ha avuto molta risonanza sui media locali. La vertenza però non è ancora conclusa, perché a oggi i lavoratori hanno ricevuto solo una parte degli arretrati, corrispondente ai contratti stipulati in Romania. L’ispettorato del lavoro dice che è possibile la riscossione forzata di tutto il salario, ma la procedura avrà tempi lunghi».
E sul piano politico si è mosso qualcosa?
«Sì, abbiamo ottenuto un incontro con il Sindaco di Riccione e spinto affinché il sindaco si ponesse come garante per la trattativa con il tour operator, oltre all’apertura di un percorso politico con alcuni consiglieri comunali. Poi, insieme a Schiavi in riviera, abbiamo incontrato il Prefetto, con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di linee-guida di intervento sociale e non solo repressivo per contrastare il lavoro gravemente sfruttato nei vari settori del distretto turistico/balneare. Tutto questo per stimolare e sostenere dal basso il protocollo sul lavoro nero che la Prefettura sta siglando insieme a tutti i soggetti istituzionali interessati e le associazioni di categoria. C’è stata anche una segnalazione al progetto regionale anti-tratta “Oltre la strada”, Progetto “Help” a livello locale, che ha permesso la prima assistenza agli otto lavoratori in vertenza e la presa in carico dei due lavoratori che attualmente sono ancora in Italia».
di Andrea Cagioni

giovedì 20 settembre 2012

Tavolo sul lavoro nero. Fabio Pazzaglia consigliere comunale scrive al Prefetto

Il 19 sett. 2012 - poi posticipato al 27 sett.- è stato convocato dalla Prefettura un tavolo per discutere di lavoro nero. All'incontro sono state invitati soggetti istituzionali e sindacali ma non le associazioni e le organizzazioni che - come la nostra - da anni si battano per la difesa dei diritti dei lavoratori e del Ccnl del turismo nonchè per la promozione della legalità nel lavoro stagionale contro il grave sfruttamento lavorativo e fenomeni annessi (evasione, criminalità organizzata ecc). Il consigliere comunale Fabio Pazzaglia scrive al prefetto, che (vedi art. sotto) risponde convocando un prossimo incontro con il consigliere e le associazioni. Questo intervento ribadisce inoltre, ancora una volta, l'urgenza di un consiglio comunale aperto sull'argomento, che non è ancora stato fissato dalla Giunta comunale di Rimini.

LETTERA APERTA AL SIG. PREFETTO
Dott. Claudio Palomba

Oggetto: Incontro con le parte sociali e le Istituzioni Locali sul tema del lavoro nero nella Provincia di Rimini nella giornata di domani Mercoledì 19 Settembre 2012.



Egregio Sig. Prefetto,

nella stagione estiva 2012 il tema del lavoro gravemente sfruttato nel distretto turistico della Provincia riminese è stato oggetto della comunicazione dei mass media nazionali, del Consiglio Comunale di Rimini e dell'intervento delle Associazioni di volontariato attive sul tema. I servizi televisivi del TG1, tg3 Emilia Romagna e Fatto Quotidiano hanno denunciato come il lavoro gravemente sfruttato sia un fenomeno strutturale e non di rado maggioritario nelle aziende del turismo. Inoltre i mass media, riprendedendo i dati empirici di alcuni significativi lavori di inchiesta
hanno evidenziato l'uso distorto del lavoro a chiamata, la diffusione del caporalato, la gravità delle condizioni di lavoro di moltissimi lavoratori coinvolti in questo fondamentale settore di produzione locale. Come - solo ad esempio - gli orari di lavoro che arrivano anche a superare le 90 ore settimanali, la mancanza del giorno libero, i differimenti ingiusticati del pagamento del salario, le paghe costantemente al di sotto delle tariffe minime contrattuali, fino ad arrivare a paghe che in taluni casi non superano i tre euro all'ora. Nel consiglio comunale del 5 Luglio scorso il gruppo consiliare di SEL e FareComune ha presentato un odg che riteniamo essere di notevole rilevanza culturale, sociale e politica.
La maggioranza, se da un lato ha preso atto che il testo è oggettivamente un punto di partenza imprescindibile per per l'affrontamento e la risoluzione del problema, dall'altro ha promesso pubblicamente la convocazione di un nuovo Consiglio Comunale "aperto" al fine di aprire un serio e non effimero
dibattito cittadino su questo terribile e radicato tumore economico e sociale. In tale occasione, inoltre, le Istituzioni responsabili della repressione dell'illegalità funzionale allo sfruttamento dei lavoratori ed i sindacati impegnati nell'organizzazione di denunce presso l'Ispettorato del Lavoro potranno argomentare sulla situazione attuale e sulle ipotesi di fronteggiamento del fenomeno. Inutile è quindi ribadire l'importanza che una tale occasione di discussione sia presto realizzata.
A tutt'oggi però Sindaco, Assessori e Consiglieri non hanno dedicato le loro energie per organizzare tale dibattito pubblico insieme con la Guardia di Finanza, i Carabinieri e gli altri soggetti interessati, attestando, a nostro avviso, come la lotta dell'illegalità nel mondo del lavoro non pare occupare i primi posti nell'agenda della attuale Giunta. L'odg sopraindicato ha avuto la capacità di mettere a valore l'intervento di comunicazione dei diritti e della promozione di visite Ispettive della DTL e del recupero del denaro sottratto dal datore di lavoro.
L'Associazione Rumori Sinistri e il Comitato SchiavinRiviera ed altri soggetti impegnati su questo vero e proprio fronte sociale hanno denunciato come il caporalato sia attivo su diversi Comuni rivieraschi, anche sotto nuove forme organizzative come le cosiddette agenzie di intermediazione. Le associazioni hanno messo a fuoco che esiste una paura nella denuncia dell'illegalità da parte del lavoro gravemente sfruttato proprio per il timore di non trovare un nuovo lavoro nel periodo successivo alla denuncia e dall'altro lato i medesimi lavoratori non sono a conoscenza di aziende che rispettano il contratto nazionale di categoria.
Per questo noi richiediamo che i Comuni della Riviera si attivino urgentemente nelle seguenti azioni:
- costruzione di una multiagency per coordinare gli attori Istituzioni impegnati nella lotta al lavoro gravemente sfruttato;
- creazione di un fondo economico per appoggiare e tutelare i lavoratori che denuncino il proprio sfruttatore;
- costituzione di un fondo per promuovere attività di formazione e sportelli di servizio per tutelare e responsabilizzare i soggetti deboli coinvolti nelle attività produttive locali;
- creazione di un marchio di qualità funzionale per rendere pubblico il nome delle aziende riminesi che rispettano le norme vigenti di disciplina del lavoro il contratto e funzionale alla organizzazione di un meccanismo premiale per i virtuosi.
Inoltre Egregio Prefetto ci permettiamo di chiederLe:
- Quali sono gli attori che Lei ha convocato all'incontro di domani? Non crede sia giusto dare conoscenza pubblica della natura (scopo e composizione del tavolo) di tale incontro?
- Lei ha avuto modo, tramite il Comune, di prendere visione dell'odg presentato dal nostro gruppo consiliare?
- Non crede che sia opportuno rendere pubbliche le proposte che l'incontro assumerà per affrontare il problema? - Intende mettere a valore la significatività culturale e sociale del tema del lavoro gravemente sfruttato anziché limitarsi a discutere di lavoro nero? Quest'ultimo infatti non coincide necessariaemnte con il primo che ne rappresenta invece l'esecerbazione e la radicalizzazione.
- In che modo intende comunicare i risultati dell'incontro da Lei convocato?

Nel ringraziarla anticipatamente per la Sua cortese disponibilità La invitiamo a rispondere pubblicamente alla nostra sollecitazione.

Grazie e Cordiali Saluti


Fabio Pazzaglia
gruppo consiliare
SEL e FareComune
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Lavoro gravemente sfruttato. Il prefetto raccoglie l'invito di Pazzaglia

Il consigliere di Sel e Fare comune: "Contenti della disponibilità"| da il Nuovo Quotidiano del 20 sett. 2012

RIMINI Pazzaglia chiama e il prefetto Palomba risponde. In men che si dica, dal Palazzo del Governo è arrivata la piena disponibilità a incontrare il consigliere comunale di Sel e Fare comune, Fabio Pazzaglia, e con lui tutti i rappresentanti delle associazioni, per discutere di sfruttamento del lavoro. L'appuntamento è ancora da programmare in agenda, ma le intenzioni sono state già chiarite. Pazzaglia è soddisfatto. "Il prefetto ha dato la sua disponibilità – spiega -. Siamo contenti che lui sia slegato da quegli schemi tradizionali che spesso impediscono la discussione, nel merito, su questioni importanti". Le proposte sono già diverse, quelle partite dal consigliere di opposizione. "L'Associazione Rumori Sinistri e il Comitato SchiavinRiviera e altri soggetti impegnati su questo vero e proprio fronte sociale hanno denunciato come il caporalato sia attivo su diversi comuni rivieraschi – spiega - anche sotto nuove forme organizzative come le cosiddette agenzie di intermediazione. Le associazioni hanno messo a fuoco che esiste una paura nella denuncia dell'illegalità da parte del lavoro gravemente sfruttato proprio per il timore di non trovare un nuovo lavoro nel periodo successivo alla denuncia e dall'altro lato i medesimi lavoratori non sono a conoscenza di aziende che rispettano il contratto nazionale di categoria".

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sabato 15 settembre 2012

Scoperta dalla Finanza pizzeria d'asporto con tutti i lavoratori in nero | da newsrimini del 15 settembre 2012


pizza-asporto.jpg

Una pizzeria da asporto di Rimini impiegava tutti lavoratori in nero. In nero sei tra pizzaioli e fattorini che effettuavano le consegne a domicilio della pizza. A scoprirlo, la sezione operativa della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Rimini, in un controllo avvenuto lo scorso otto settembre.

RIMINI | 14 settembre 2012 | 13:00
I dipendenti tenuti in nero erano un italiano, due rumeni, un colombiano, un ucraino e un marocchino. Il titolare e il socio ora avrebbero già avviato le pratiche per la regolarizzazione: devono effettuarla entro un mese se non vogliono incorrere nella chiusura dell'attività.

Inoltre dovranno pagare una multa da 10mila euro. Il caso, individuato grazie alla segnalazione di un cittadino, è particolarmente eclatante, ma la sola Stazione Navale della Finanza dall'inizio dell'anno ha individuato 30 lavoratori completamente “in nero”, con relative sanzioni per 50mila euro.

venerdì 14 settembre 2012

Schiavi nelle aziende agricole un fenomeno anche riminese | da La Voce di Romagna del 14 settembre 2012

di Lorenzo Muccioli

A schiena curva nei campi e sotto il sole rovente anche per più di mezza giornata. Il tutto per due euro, due euro cinquanta all'ora. Succede nelle piantagioni del Sud Italia - dove lo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari costretti a sfacchinare in condizioni disumane per stipendi da fame è un fenomeno ampiamente documentato. Ma, da un po' di tempo a questa parte, succede anche nei campi dell'entroterra riminese. Quello che non ti aspetteresti mai, in un territorio apparentemente così lontano dalle sfere di influenza delle grandi organizzazioni criminali. Eppure anche in Romagna ci sono aziende che non esitano a ricorrere alla manodopera a basso costo rappresentata dalle decine di stranieri senza permesso di soggiorno che sbarcano in Italia con la speranza di un lavoro dignitosamente retribuito. Ma che invece, nella stragrande maggioranza dei casi, si ritrovano equiparati ad autentici servi della gleba. A rivelarlo è l'associazione Rumori sinistri, da sempre in prima linea sul fronte della denuncia delle situazioni di lavoro sommerso nella zona di Rimini. "Negli ultimi anni - spiegano alcuni portavoce dell'associazione - si sono moltiplicate le segnalazioni di lavoratori extracomunitari impiegati nelle aziende agricole della nostra provincia in condizioni di illegalità
totale. Gli imprenditori agricoli attingono soprattutto dalla comunità senegalese, ma anche da quella marocchina: gli immigrati sanno a chi rivolgersi grazie al tam tam". Nulla lascia pensare che dietro questa forma di sfruttamento possa esserci la mano di qualche forte organizzazione criminale: si tratta per lo più di compiacenza e opportunismo da parte degli imprenditori. "Esiste una legislazione molto severa che va a colpire questi fenomeni - continuano quelli di Rumori Sinistri -. Tuttavia il suo raggio di azione non è molto ampio. Essa, infatti, mira a ostacolare quei grandi gruppi criminali che fanno della tratta della mandopera un business, ma di fatto lascia impuniti molti singoli casi." Ma il lavoro nero, nella provincia di Rimini, ha anche un altro volto. "E' quello dell'agenzie per il reclutamento dei lavoratori nei paesi dell'Est Europa" - proseguono dall'associazione -. "Esistono infatti particolari compagnie che si occupano di ingaggiare lavoratori in paesi economicamente arretrati, come la Romania, mettendoli a disposizione di quelle attività, ad esempio alberghi o ristoranti, che necessitano di forza lavoro a basso costo. I contratti vengono però sottoscritti sulla base della legislazione rumena: legislazione che differisce enormemente da quella italiana. Da quando siamo in attività, siamo entrati in contatto con oltre 900 lavoratori, per la maggior parte donne, coinvolte in questo sistema, e anche con alcuni intermediari delle agenzie. I lavoratori così ingaggiati arrivano a guadagnare appena mille euro al mese, e in alcuni casi anche meno. Inoltre l'agenzia che li ha assunti trattiene in automatico una quota dalla loro busta paga. Noi ci adoperiamo da sempre per portare questa piaga all'attenzione delle autorità: ma le armi a disposizione della legge italiana sono spuntata, e non esiste una grande sinergia tra le autorità, gli organi di controllo e le organizzazioni, come la nostra, che si interessano
a queste problematiche". L.M.  
*nella foto il volantinaggio fatto presso il Centro per l'impiego di Rimini il 3 settembre.

mercoledì 12 settembre 2012

La campagna di emersione prosegue ed anche l'attenzione dei Media. Il servizio del Tgr Rai

L'estate con queste giornate grigie sembra già alle porte ma ancora presenti alle dipendenze di hotel e ristoranti sono tanti i lavoratori e le lavoratrici stagionali. In questo periodo oltre a fare bilanci e analisi rispetto ai mesi estivi, ai contatti e alle vertenze, ci stiamo soffermando su alcuni aspetti che hanno caretterizzato il nostro intervento e quello di tante altre persone e realtà che abbiamo incontrato:
1) nella crisi peggiorano le condizioni materiali del lavoro stagionale: salario, alloggi, rapporti con il datore di lavoro, ricatti;
2) la mini aspi e quindi la riforma Fornero lasceranno senza ammortizzatori sociali più di 11.000 lavoratori stagionali nella sola Provincia di Rimini. In Regione, lo scorso anno, sono stati 53.506 coloro che hanno presentato la domanda di disoccupazione a requisiti ridotti (sostituita dalla mini apsi). Si parla di persone che non avranno più un sussidio economico consistente con ricadute drammatiche non solo per la vita di queste persone ma per l'intera società. Uno strumento, quello della disoccupaizone a requisiti ridotti, importante anche per contrastare il lavoro nero e motivare a fine stagione i lavoratori e le lavoratrici stagionali a denunciare rapporti di lavoro irregolari presso gli organi competenti per recuperare contributi, giornate lavorative e i giorni di riposo.
3) abbiamo richiesto a gran voce dopo il consiglio comunale tematico tenutosi a Luglio a Rimini che si svolgesse un consiglio comunale aperto con interventi esterni di esperti ed organi di contrasto e vigilanza. Di questo consiglio ancora non vi è traccia, probabilmente sarà fatto slittare in pieno autunno quando i riflettori sull'estate saranno già spenti, mentre apprendiamo che il 19 settembre si terrà un tavolo sul lavoro nero presso la Prefettura al quale naturalmente non siamo stati invitati e dopo il quale non cambierà nulla. Cosa intendono fare le amministrazioni locali? Quali sono gli interventi che intendono mettere in campo per contrastare un fenomeno che produce malessere sociale e povertà?!
4) Siamo riusciti attraverso il lavoro di inchiesta e la raccolta di alcuni casi ad accendere l'attenzione di alcuni media, dal tgr Rai, al fatto quotidiano ad alcuni giornali locali. Questo ci sembra un passo importante perché in un periodo storico in cui la povertà è lo scenario comune di tante se non di tantissime persone è giusto che esse siano informate che c'è chi evade, si arricchisce e guadagna grazie all'esproprio della ricchezza prodotta nel settore turistico grazie al lavoro di migliaia di lavoratori e lavoratrici stagionali. Soldi sottratti a tutti e a tutte che potrebbero essere reinvestiti in servizi, nuovo welfare ecc... Ma rimanderemo ad un testo più articolato queste analisi. 
Riportiamo di seguito il servizio di Rai 3 dell'11 settembre 2012 a cura di Nelson Bova

martedì 4 settembre 2012

Volantinaggio al Centro per l'Impiego di Rimini | Commenti e rassegna stampa

Ieri lunedì 3 settembre nella prima giornata dopo la conclusione del mese di agosto e quindi di molti contratti stagionali alcuni attivisti e attiviste hanno fatto un volantinaggio informativo presso il Centro per l'impiego di Rimini rivolto ai lavoratori e lavoratrici stagionali. Tanti i volantini distribuiti e con l'aiuto delle tabelle salariali gli attivisti hanno controllato i contributi evasi e il mancato pagamento della retribuzione dovuta secondo il Ccnl del turismo di tutti coloro che si sono fermati per approfondire questi aspetti. Lavoro gravemente sfruttato nel turismo ed evasione sono sue fenomeni endemici e strutturali che si alimentano a vicenda. La riforma Fornero, inoltre, peggiora la condizione materiale di vita e di lavoro degli stagionali con l'introduzione della mini aspi e l'iper flessibilità dei contratti. E' stata anche l'occasione per rilanciare rispetto al consiglio comunale aperto e dedicato all'argomento.
Consiglio comunale aperto su lavoro nero e sfruttamento | dal Nuovo Quotidiano del 4 settembre 2012
Ieri volantinaggio dell'associazione Rumori Sinistri per informare i lavoratori stagionali sulle novità della riforma Fornero
rimini (F.R.) Solo con un impegno concreto e culturale da parte di amministratori e associazioni le due piaghe strettamente correlate dell’evasione e del lavoro nero e/o gravemente sfruttato nel settore turistico potranno essere finalmente sconfitte. A sostenerlo è Rumori Sinistri, l’associazione di volontari riminesi ieri mattina impegnata davanti al Centro per l’Impiego in un’azione di volantinaggio allo scopo di informare i lavoratori stagionali sulla situazione legata alla riforma Fornero e sulle prossime iniziative a riguardo, a cominciare da un consiglio comunale aperto che si terrà nelle prossime settimane. “Un’occasione in cui saranno all’ordine del giorno - spiega Manila Ricci dell’associazione Rumori Sinistri - anche i temi del lavoro sfruttato e dell’evasione. In quell’occasione interverranno rappresentanti dell’Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza nonché lavoratori stagionali che racconteranno in prima persona la loro drammatica esperienza. La speranza è che anche questo possa servire ai nostri politici per mettere finalmente in campo azioni che vadano davvero nella direzione di promuovere la legalità e garantire il rispetto del Contratto Nazionale del Settore”. Dalle oltre 50 testimonianze di lavoratori raccolte quest’estate da Rumori Sinistri è emerso, come già scritto su queste pagine, non solo la sempre maggior diffusione del lavoro intermittente specie nel settore alberghiero, che spesso nasconde una parte anche consistente di ore non regolarizzate, ma anche una presenza ancora significativa di lavoratori completamente in nero. E in più due novità inquietanti: il ritorno dopo decenni del lavoro a cottimo (persone pagate per numero di camere pulite nell’arco di tempo messo a disposizione) e lavoratrici, sotto contratto con agenzie di intermediazione dell’est Europa anziché con l’albergo per cui lavorano, non pagate da mesi.

sabato 1 settembre 2012

Negli alberghi si lavora anche a cottimo | dal Nuovo Quotidiano di Rimini del 1 settembre 2012

Cinquanta i casi segnalati durante questa estate. In mezzo ci sono anche le agenzie che hanno sede nell'Est Europa
RIMINI La piaga del lavoro nero non allenta la presa in provincia. Anche se bisognerà attendere ancora qualche giorno per avere dei dati più precisi e completi, perlomeno in relazione al secondo trimestre dell’anno, dalle oltre 50 segnalazioni raccolte quest’estate dall’associazione Rumori Sinistri. Sono principalmente provenienti dal settore turistico, alberghiero in particolare, e sembrano trovare conferma infatti le linee di tendenza già registrate negli ultimi tre anni e nel primo trimestre di quello in corso. Vale a dire la sempre maggior diffusione del lavoro intermittente specie appunto nell’ambito dei servizi, che spesso nasconde una parte anche consistente di ore non regolarizzate, e la presenza in misura ancora notevole di lavoratori senza alcun tipo di contratto. “Se la maggior parte delle persone che ci hanno esposto il proprio caso (la stragrande maggioranza è formata da cameriere e tuttofare impiegate negli alberghi, italiane e soprattutto dell’Est Europa) possedeva infatti un contratto a chiamata, pur in presenza di una giornata lavorativa mediamente di 12-15 ore – spiega Manila Ricci dell’associazione Rumori Sinistri - diversi sono stati anche coloro che hanno rivelato di lavorare completamente in nero. Segno di un fenomeno che è purtroppo duro a morire, nonostante i maggiori controlli effettuati negli ultimi mesi dagli organi competenti, comunque insufficienti vista la moltitudine di aziende da ispezionare”. Ma a rendere quest’anno lo scenario generale ancora più inquietante ci si è messa una novità che – dice ancora la Ricci – “davvero non ci aspettavamo e che ci fa ripiombare di colpo in un passato che speravamo di esserci lasciati ormai da tempo alle spalle. Mi riferisco al ritorno del lavoro a cottimo, vale a dire lavoratrici, in alcuni casi completamente in nero, pagate negli alberghi per il numero di camere pulite nell’arco di tempo messo a disposizione anziché per quello di ore effettuate”. Non è poi mancato anche quest’anno qualche caso di persone che hanno ricevuto solo lo stipendio del primo mese di lavoro, aprile: si tratta prevalentemente di cameriere e donne delle pulizie rumene che – altra novità di quest’anno - hanno firmato il contratto, anziché come avviene di norma con la società che gestisce l’albergo, con un’agenzia di intermediazione del proprio paese (si tratta di quelle strutture che forniscono ormai da diversi anni personale a molti hotel della riviera, ndr). Nei primi tre mesi dell’anno su 174 ispezioni effettuate dalla Direzione territoriale del lavoro in tutta la provincia, le irregolarità riscontrate avevano riguardato ben il 66% dei casi. In un 47,22% si trattava di lavoro nero (80 i lavoratori trovati senza contratto solo nelle strutture dell’hotel Mosè). Sono 13 in totale le richieste di sospensione di attività imprenditoriale notificate dall'ispettorato del lavoro, provvedimento che scatta in automatico quando oltre il venti per cento dei lavoratori è in nero. Di queste 10 solo a Rimini: 7 pubblici esercizi, 2 aziende edilizie e una di servizi. Ma in tutti gli 8 cantieri controllati sono state individuate comunque delle irregolarità, sia per assunzioni che per le norme di sicurezza. Quadro altrettanto preoccupante era emerso dai dati dello scorso anno: su 1.268 controlli le irregolarità avevano riguardato il 56,55% dei casi, percentuale che sale al 60,65% nel capoluogo.

martedì 14 agosto 2012

Rassegna stampa sul caso denunciato nel comunicato "Alberghi come istituzioni totali"

Iperlavoro in albergo: cameriera si sente male | dal Corriere Romagna Cesena del 14 agosto 2012
Rumena in servizio per 98 ore in una settimana Cure, licenziamento e querela per maltrattamenti
CESENATICO. Lavoratrice straniera stramazza a terra per la fatica. La diagnosi fatta dai sanitari in ospedale è quello di svenimento per stress psicofisico. Al ritorno al lavoro in albergo, viene ripresa dalla titolare, e da lì a poco una terza cameriera ai piani viene assunta, mentre lei viene licenziata.
Disperata e senza appoggi né più lavoro, con il supporto dell’associazione “Rumori sinistri”, la rumena trova il coraggio di avviare un percorso di denuncia, che sfocerà in una querela contro l’albergatrice per maltrattamenti. I volontari della combattiva associazione di volontariato hanno raccolto la testimonianza della cameriera, che svolgeva servizio in un hotel di Cesenatico. Inizialmente le era stato attivato un contratto a chiamata per il mese di aprile e maggio, tramutato poi da giugno in un contratto di 36 ore settimanali. Dal racconto della donna, le ore settimanali effettivamente lavorate erano in realtà 98, peraltro in assenza del giorno di riposo. La rumena ha riferito di avere svolto mansioni scandite da ritmi disumani: 48 stanze da pulire assegnate a due persone, per una paga di 1.000 euro al mese. A metà luglio, la lavoratrice è caduta per terra, stremata dalla fatica, ha chiesto l’intervento del 118 e, dopo una certa resistenza da parte della datrice di lavoro, è stata trasportata con l’ambulanza al pronto soccorso. Gli operatori del 118 hanno parlato di “episodio lipotimico (svenimento) con caduta a terra senza perdita di coscienza”, seguita da pronta ripresa.La donna era soggetta a ritmi di lavoro senza adeguato riposo, stress, dormiva poco, aveva mestruazioni non regolari e soffriva di cefalea. Dopo la diagnosi, le è stata somministrata una “terapia per 10 giorni con Xanax, adeguato intervallo di riposo giornaliero” e la prognosi è stata di “tre giorni di riposo medico”.Al ritorno in albergo per riprendere il lavoro, tuttavia, nuove amare sorprese attendevano la lavoratrice straniera. E’stata sottoposta a pressioni psicologiche per farle aumentare il ritmo nello svolgimento delle mansioni. Più volte è stata ripresa dalla datrice di lavoro per aver dichiarato al medico del pronto soccorso quante ore di lavoro aveva fatto. Ma non è finita. Dopo qualche giorno, è stata assunta in albergo una terza cameriera ai piani e alla lavoratrice è stato comunicato il licenziamento in tronco, prima della fine del contratto di lavoro. La malcapitata, trovandosi senza lavoro da un giorno all’altro, ha chiesto nuovamente aiuto all’associazione “Rumori sinistri” e si è decisa ad imboccare un percorso di denuncia, che sfocerà nel deposito di una querela contro l’albergatrice, accusata di maltrattamenti.

Sfruttamento in riviera, lavora 14 ore al giorno per mille euro | da Cesena Today del 13 agosto 2012

Le ore settimanali effettivamente lavorate erano 98, in assenza del giorno di riposo, con mansioni scandite da ritmi disumani: 48 stanze da pulire assegnate a due persone per una paga di 1000 euro al mese. Il tutto in un albergo di Cesenatico

Le volontarie ed i volontari dell'Associazione Rumori Sinistri fa hanno incontrato una lavoratrice romena assunta in qualità di cameriera ai piani in un albergo di Cesenatico: inizialmente le era stato attivato un contratto a chiamata per il mese di aprile e maggio tramutato poi da giugno in un contratto di 36 ore settimanali. Le ore settimanali effettivamente lavorate erano in realtà 98, in assenza del giorno di riposo, con mansioni scandite da ritmi disumani: 48 stanze da pulire assegnate a due persone per una paga di 1000 euro al mese.

A metà luglio la lavoratrice cade a terra stremata dalla fatica, chiede l'intervento del 118 e dopo una certa resistenza da parte della datrice di lavoro viene trasportata con l'ambulanza al Pronto Soccorso dove gli operatori che l'hanno soccorsa riferiscono al medico che si tratta di "Episodio lipotimico con caduta a terra senza p.d.c. (perdita di coscienza) e pronta ripresa. Soggetta a ritmi di lavoro senza adeguato riposo, stress, dorme poco, mestruazioni non regolari, cefalea."

La diagnosi riportata in una nota dall'associazione, è la seguente: "Lipotimia senza p.d.c. in corso di stress psicofisico". Prescrizioni: "Terapia per 10 gg con Xanax, adeguato intervallo di riposo giornaliero". Prognosi: "Tre giorni di riposo medico"

"Al ritorno in albergo per riprendere il lavoro - rendono noto Rumori Sinistri -, la lavoratrice subisce pressioni psicologiche affinché aumenti il ritmo nello svolgimento della sua mansione: più volte viene ripresa dalla datrice di lavoro per aver dichiarato al medico del Pronto Soccorso le ore effettive di lavoro. Dopo qualche giorno viene assunta in albergo una terza cameriera ai piani e alla lavoratrice le viene comunicato il suo licenziamento in tronco prima della fine del contratto di lavoro".

"Quest'ultima - si legge - trovandosi senza lavoro da un giorno all'altro chiede nuovamente l'aiuto e il supporto dell'associazione Rumori Sinistri e si decide insieme un percorso di denuncia che sfocerà nel deposito di una querela contro l'albergatrice per maltrattamenti. Dopo questo ennesimo episodio di grave sfruttamento lavorativo all'interno delle strutture alberghiere presenti sul nostro territorio riteniamo importante fare una breve riflessione, a partire proprio dalla diagnosi e dalla prescrizione effettuata dal medico che ha visitato la lavoratrice. Sono sempre più frequenti i casi di lavoratrici stagionali che vengono trasportate al Pronto Soccorso in seguito a svenimenti causati da stress psicofisico".

"Diversamente dagli altri casi, questo ha inizialmente suscitato la nostra attenzione dal momento che la terapia assegnata alla lavoratrice consiste nell'assunzione di un farmaco utilizzato per curare la depressione. Esiste un ampia letteratura sul tema degli stati modificati di coscienza che si sviluppano in soggetti sottoposti a carcerazione o a forzata permanenza in ex istituti psichiatrici, ovvero le istituzioni totali. I "reclusi" mettono in campo una serie di dispositivi utili a poter resistere alla detenzione".

"E' anche lecito parlare di dissociazione psichiatrica in riferimento ad una serie di comportamenti che danno origine a bipolarismo psichico, scissione della personalità, "divenire altro", comportamenti finalizzati alla sopportazione di una costrizione. Non esageriamo quando diciamo che gli alberghi assomigliano sempre di più ad istituzioni totali, dove il corpo recluso e sottoposto a maltrattamenti e a ritmi disumani attiva quei meccanismi sopra citati".


"Il caso di questa lavoratrice ci sembra emblematico di una situazione comune a molti stagionali sui quali si esercita il pieno e totale controllo e manipolazione del corpo e della psiche. Il medico ha prescritto quel farmaco dal momento che si è trovato di fronte una paziente non pienamente in grado di mettere in campo forme di autodifesa. Ma perché scomodare la farmacologia psichiatrica, quando sarebbe sufficiente rispettare il contratto collettivo nazionale del lavoro?".

lunedì 13 agosto 2012

Romagna - Tre euro l'ora e nessun diritto, 'una galera scelta per lavorare' | da ADN Kronos

Rimini, 13 ago. (Labitalia) - "Tre euro l'ora per un lavoro che può raggiungere anche le 12 ore al giorno. Una vera e propria galera, scelta da chi non ha nessun'altra possibilità di trovare un posto di lavoro". Questa la testimonianza di un rappresentante del comitato 'Schiavi in riviera' raccolta da Labitalia, a Rimini, la capitale del divertimento e, appunto, "dello sfruttamento di giovani e meno giovani pronti a tutto pur di guadagnare qualche euro e andare avanti per qualche mese".
"Sono le stesse persone - rivela - che con un sorriso accolgono l'ospite in albergo, servono ai tavoli, vigilano sulle torrette in spiaggia, portano lettini e sdraio sulla sabbia bollente della spiaggia della riviera".
"Certo - ammette - il fenomeno dei giovani sottopagati è sempre esistito, tuttavia negli ultimi 4-5 anni è davvero degenerato". E l'identikit dello "'schiavo in riviera' è davvero impressionante: turni massacranti, mancanza di un giorno libero, paga oraria inferiore ai 5 euro".
"In pratica - continua - tutto ciò che è vietato dalla legge in materia di lavoro qui in riviera diventa legale. Storie di ordinario sfruttamento capillarmente raccolte dal nostro blog 'Schiavi in rieviera'. Non ci resta che denunciare e pubblicizzare in tutti i modi possibili le storie che quotidianamente raccogliamo".
"Con l'associazione 'Rumori Sinistri' - racconta - abbiamo collaborato con il consigliere riminese Fabio Pazzaglia di Sel-Fare Comune nella presentazione di un'interpellanza contro lo schiavismo nel turismo. L'obiettivo è quello di arrivare a settembre a un consiglio comunale tematico in cui trovino spazio le voci dei lavoratori, quelle che denunciano condizioni di mancato rispetto dei contratti nazionali di categoria e un uso sin troppo disinvolto di strumenti previsti dalla legge, come i contratti a chiamata".
"Il contratto a chiamata - continua il rappresentante di 'Schiavi in riviera' - costituisce infatti un vero e proprio alibi. Un abuso conosciuto anche come contratto di lavoro intermittente. Avvalendosi di questo strumento, infatti, i versamenti contributivi sono quasi inesistenti, non si ha diritto a indennità di disoccupazione e si può essere licenziati facilmente. In attesa che qualcosa si muova - ammette - non possiamo fare altro che continuare a raccogliere le denunce degli stagionali, italiani e stranieri, sfruttati".

domenica 12 agosto 2012

'Lavoro stagionale a 3 euro l'ora' per gli 'schiavi in Riviera' | dal Resto del carlino del 12 agosto 2012

“Certo - ammette - il fenomeno dei giovani sottopagati è sempre esistito, tuttavia negli ultimi 4-5 anni è davvero degenerato”
Un bagnino mentre gonfia un materassino
Un bagnino mentre gonfia un materassino
Rimini, 12 agosto 2012 - “Tre euro l’ora per un lavoro che può raggiungere anche le 12 ore al giorno. Una vera e propria galera, scelta da chi non ha nessun’altra possibilità di trovare un posto di lavoro”. Questa la testimonianza di un rappresentante del comitato ‘Schiavi in riviera’ raccolta da Labitalia, a Rimini, la capitale del divertimento e, appunto, “dello sfruttamento di giovani e meno giovani pronti a tutto pur di guadagnare qualche euro e andare avanti per qualche mese”.

“Sono le stesse persone - rivela - che con un sorriso accolgono l’ospite in albergo, servono ai tavoli, vigilano sulle torrette in spiaggia, portano lettini e sdraio sulla sabbia bollente della spiaggia della riviera”.
 
“Certo - ammette - il fenomeno dei giovani sottopagati è sempre esistito, tuttavia negli ultimi 4-5 anni è davvero degenerato”. E l’identikit dello “’schiavo in riviera’ è davvero impressionante: turni massacranti, mancanza di un giorno libero, paga oraria inferiore ai 5 euro”.

venerdì 10 agosto 2012

Lavoro stagionale. La Filcams: 'Un privilegio trovarne uno regolare' | da Newsrimini.it


Con la crisi crescente è il rischio della precarietà e della proliferazione di lavoro nero ed irregolare secondo la Filcams Cgil. In adesione alla Campagna Nazionale della Filcams Cgil "Non più sommerso, regolarizza il tuo lavoro", nei prossimi giorni verranno affissi manifesti in tutti i Comuni costieri della Provincia.
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RIMINI | 10 agosto 2012 | 10:15
L'attenzione secondo il sindacato va puntata in particolare sulle forme part-time che nascondono a volte il tempo pieno e nel lavoro a chiamata senza riposi.

“Trovare un lavoro temporaneo (regolare) potrebbe sembrare un privilegio. dice la Cgil che spiega come “negli annunciati interventi del Governo per lo Sviluppo, non compaia nessuna strategia di interventi sul settore del turismo, che ancora una volta rischia di essere ignorato nel suo enorme potenziale di rilancio e condannato ad una marginalità che favorisce anche la dequalificazione professionale.” La Cgil cita poi la questione MiniAspi (ex disoccupazione stagionale i cui requisiti diventeranno più stringenti, ma anche le aste per le concessioni demaniali previste dalla direttiva Bolkeinstein. In questo caso per la Cgil rischi occupazionali potrebbero derivare da operazioni unicamente improntate al massimo ribasso.


"In attesa di conoscere i dati relativi alla stagione 2012, i cui segnali di criticità sembrano confermati anche ad agosto, riteniamo doveroso ribadire che il lavoro sommerso costituisce non solo una lesione della legalità, ma anche un messaggio di forte negatività per tutto il settore, che sminuisce l’impresa che sta sul mercato rispettando leggi e contratti e nel contempo attiva un circolo vizioso che dall’irregolarità porta allo scadimento della qualità del servizio fino all’opacizzazione dell’immagine di tutto il comparto".
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domenica 29 luglio 2012

Speciale Sanatoria 2012 - Documenti e informazioni utili | da Meltingpot.org

L'ass.rumori sinistri con altre realtà territoriali attiverà un equipe informativa e orientativa dalla fine del mese di agosto per supportare tutti e tutte i/le migranti che avranno necessità onde evitare le situazioni accadute in passato con episodi di truffa e raggiri. Nel frattempo attraverso il blog e la rete terremo sempre aggiornato questo articolo per diffondere informazioni utili. 

domenica 22 luglio 2012

Riviera, sussidi a rischio per 50mila lavoratori. "Così diventeranno nuovi schiavi" | RepubblicaBologna

Il governo ha imposto limiti più stringenti per l'erogazione del sussidio di disoccupazione ai lavoratori stagionali. Che in Romagna sono un esercito, dai camerieri ai pizzaioli. Il Pd: "Così si alimenta di nuovo il lavoro nero, dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto per cercare di farlo emergere"
Si dice che in Riviera la crisi si senta meno. Perché qui, almeno d’estate, un lavoro si trova sempre. La stagione rappresenta ancora una discreta ancora di salvezza sia per i ragazzi del posto che per i tanti che arrivano da lontano, spesso dal Sud, a trascorrere un’estate di lavoro intenso e faticoso. Ora però c’è una garanzia in meno per gli stagionali, già scarsamente tutelati e abituati a scendere a patti con il lavoro nero. Il
Governo, con la riforma del lavoro, ha modificato la legge sulla “mini aspi”, l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti indirizzata alle categorie precarie e a chi accumula un periodo di lavoro ridotto nel corso dell’anno. La nuova norma prevede un innalzamento della soglia minima per percepire l’assegno da 78 a 91
giorni lavorativi e una riduzione dell’indennizzo.
Un cambiamento che colpisce “una categoria di lavoratori molto numerosa e importante per il nostro settore turistico”, spiega l'assessore alle Politiche del Lavoro della Provincia di Rimini, Meris Soldati, nonché una “perdita di diritti e ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali che è stata una conquista importante, frutto di battaglie combattute con grande convinzione”. L’altro aspetto riguarda l’irregolarità. La nuova norma rischia di portare “a una riemersione su larga scala del lavoro nero, visto che l'indennità era
anche lo strumento per farlo emergere”, sostiene l’Assessore.
Questo perché la previsione del sussidio di disoccupazione tende a incentivare i dipendenti a pretendere la regolarizzazione dell’intero rapporto di lavoro, facendo emergere situazioni anomale. Non siamo di fronte a un fenomeno marginale: quello del lavoro stagionale è un settore che coinvolge un numero rilevante di persone. “Sono stati 53.506 coloro che hanno presentato la domanda di disoccupazione a requisiti ridotti
nel 2011 in regione. Oltre 11mila persone a Rimini, 7.870 a Ravenna e 6.949 a Forlì-Cesena. È implicito che di questi la maggior parte siano stati impiegati nel settore turistico”, spiega la responsabile turismo del Pd dell’Emilia Romagna, Marcella Bondoni.
In pratica, si parla di migliaia di camerieri, cuochi, segretari, lavapiatti, magazzinieri, spesso molto giovani, che lavorano anche dodici ore al giorno negli hotel e nei ristoranti della Romagna. “Una sberla per la Riviera”, così Bondoni definisce la norma sulla disoccupazione, che “rischia di mandare in fumo tutto il lavoro fatto per regolarizzare la posizione degli stagionali”.

giovedì 19 luglio 2012

Romagna - Dopo lotte, campagne e sportelli... Un nuovo contributo sul lavoro sfruttato nel turismo

Pubblichiamo di seguito l'articolo apparso oggi nella home del Fatto quotidiano, articolo nato da alcune video interviste registrate martedì 17 luglio a Rimini  dalla giornalista Antonella Beccaria. Interviste e contributi che hanno visto protagoniste le soggettività territoriali che da anni lavorano intorno all'emersione e alla denuncia del lavoro gravemente sfruttato nell'industria turistico/stagionale della riviera romagnola. Realtà che hanno contribuito ad aprire recentemente un dibattito all'interno del consiglio comunale con proposte concrete (reddito di sostegno per gli stagionali, marchio di qualità, rete di controlli) con il risultato che a settembre si terrà un consiglio comunale aperto sull'argomento. GlobalProject da spazio da diverso tempo ai contributi esterni di queste realtà, contributi e iniziative che aiutano a diramare la matassa sempre più vischiosa di un modo del lavoro non solo precario ma connotato sempre più da forme di sfruttamento e di assogettamento totale dei lavoratori e delle lavoratrici alle imprese, alle aziende e ai datori di lavoro quali paradigmi delle nuove modalità di organizzazione del lavoro al tempo della crisi e in quella che fu la ricca Europa e non la Cina più remota. Queste lotte estive rimandano anche ad una riflessioen più generale, la riforma Fornero appena entrata in vigore, infatti, incentiva ulteriormente questi processi e aggredisce anche gli ammortizzatori sociali con l'Aspi e la Mini aspi.

Riviera, l’estate dei nuovi schiavi: “Noi, sottopagati e con contratti fasulli”
dal Fatto quotidiano del 19 luglio 2012 - di Antonella Beccaria
Il racconto dei giovani costretti a turni massacranti e sottopagati. La difesa dell'associazione albergatori di Rimini: "Ci sono casi, ma isolati". Ma le associazioni rilanciano: "Il problema è così serio che non possiamo più combatterlo da soli"
Sono giovani, con un’età che arriva nella maggior parte dei casi ai 40 anni. E sono sia italiani che stranieri, un esercito di lavoratori in nero (in toto o in parte) che, nel comparto del turismo sulla riviera romagnola, condividono situazioni analoghe, con paghe orarie che variano dai 3 ai 4 euro e turni che possono raggiungere le 15 ore al giorno (per tutti tra le 80 e le 90 ore a settimana). Per Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione italiana albergatori (Aia) di Rimini, sono “casi limite che non rispecchiano il nostro turismo”. Per altri, invece, il “lavoro gravemente sfruttato è un fenomeno talmente epidemico che non possiamo segnalare un datore di lavoro piuttosto di un altro: lo fanno tutti”.
Ad affermarlo sono due realtà che da anni lavorano a fianco degli stagionali. Sono il comitato Schiavi in Riviera e l’associazione Rumori Sinistri che nelle settimane scorse hanno collaborato con il consigliere riminese Fabio Pazzaglia della lista Fare Comune a un’interpellanza contro lo schiavismo nel turismo. Scopo è quello di arrivare a settembre a un consiglio comunale tematico in cui trovino spazio le voci dei lavoratori, quelle che denunciano condizioni di mancato rispetto dei contratti nazionali di categoria e un uso “disinvolto” di strumenti ad hoc, come i contratti a chiamata.
“Parlare di questo argomento in riviera è difficile”, dice Pazzaglia. “Si pensi che a Rimini ci sono 40 vigili che devono controllare gli ambulanti abusivi e solo 2 che invece devono occuparsi delle condizioni dei lavoratori in alberghi, ristoranti o impianti balneari”. Gli ispettori del lavoro che girano sono 23, “ma non sempre sono nelle condizioni di rilevare reali abusi da parte dei titolari degli esercizi”, spiega Marco, uno degli attivisti di Schiavi in Riviera. Trentatreenne, conosce bene il settore dato che “ho cominciato a lavorare come stagionale a 15 anni e ancora oggi ho bisogno di arrotondare per arrivare a fine mese. Così la sera faccio il cameriere”.
Marco ha iniziato nel 2008 a “fare squadra” con altri colleghi – oggi il gruppo è composto da una decina di attivisti e da un centinaio di sostenitori – e spiega che per “aggirare i controlli, i lavoratori sono istruiti a dire che è il loro primo giorno, hanno preso servizio da un’ora o da due e che non conoscono nessuno degli altri”. Il meccanismo, secondo gli attivisti romagnoli, è quello dell’abuso del contratto a chiamata, conosciuto anche come contratto di lavoro intermittente. “Avvalendosi male di questo strumento”, prosegue il giovane romagnolo, “i versamenti contributivi sono quasi inesistenti, non si ha diritto a indennità di disoccupazione e si può essere licenziati facilmente”.
E come se non bastasse, nel pieno della stagione, si viene “chiamati” tutti i giorni. Mauro, 19 anni, vive a San Mauro Mare e da quando ne aveva 14 d’estate fa il barista nei bar sulla spiaggia o in birrerie la sera. “Succede che possa lavorare ben oltre i giorni pattuiti e vengo avvertito all’ultimo momento. Ma può succedere anche il contrario: se c’è maltempo mi dicono via sms che me ne posso stare a casa. Il messaggio può arrivare alle 7 del mattino, dopo che ho lavorato fino alle 2 e che mi sono già svegliato per riprendere. Quest’anno ho fatto un colloquio in un pub: volevano che lavorassi tutte le notti senza contratto per una paga di 3 euro all’ora. Ho rifiutato”.
Claudio di anni ne ha 24, è di origine campana ma vive da tempo a Rimini e fa il cameriere in una pizzeria. “Il contratto a chiamata per me vale sempre, prendo un migliaio di euro al mese e in una settimana posso fare fino a 90 ore”. L’unica storia, tra quelle raccolte, con un esito positivo è quella Tommaso, 26 anni, un ragazzo riminese che lavora nel salvataggio. “Prima ero in un officina meccanica”, dice, “e quando sono rimasto disoccupato ho pensato di fare la stagione. Mi hanno preso ufficialmente per 6 ore e 20 minuti al giorno. Invece ne facevo almeno 8 e quando ho avuto un lutto in famiglia i miei datori di lavoro stentavano a lasciarmi i giorni per il funerale e per stare con i parenti. Allora ho iniziato a informarmi sui miei diritti e ho minacciato una vertenza. A quel punto mi hanno regolarizzato e regolare lo sono ancora oggi. Ma non tutti nel mio impianto lo sono”.
Laura, 40 anni, oggi fa la guida turistica, ha un contratto come si deve, ma del suo precedente lavoro in un hotel di Rimini non ha mai visto neanche un soldo. “Ero regolarizzata per il 30% di quello che in realtà lavoravo, il restante stipendio mi veniva dato in nero. All’inizio ho accettato perché avevo bisogno di denaro, ma poi passa il primo mese e non mi pagano, passa il secondo e la situazione è la stessa. A quel punto mi sono rivolta a chi poteva assistermi nell’avere quello che mi spettava. Durante una manifestazione davanti all’albergo, però, con sono stata aggredita a parole e non solo”.
Quello del passare dall’abuso contrattuale all’aggressività verbale e fisica è un nodo che segnala anche Manila Ricci dell’associazione Rumori Sinistri. “Il problema è nel complesso così grave che non possiamo più gestirlo come gruppo di volontari. Sta dunque partendo una campagna che prevede anche l’attivazione di una linea telefonica perché i lavoratori para-schiavizzati vanno oltre la stagione estiva e c’è un bisogno costante di supporto specialistico. Occorre rompere il meccanismo di omertà e il sistema del lavoro schiavistico del turismo”.
Un sistema che, se per gli italiani è drammatico, lo è ancora di più per gli stranieri, soprattutto donne comunitarie che arrivano dalla Romania. I migranti sono sotto ricatto anche per il posto letto compreso nel “pacchetto” lavorativo (se protestano, l’alloggio rischia di saltare) e nel 2011 l’associazione Rumori Sinistri ha ricevuto 198 persone allo sportello antisfruttamento. Di queste 174 erano romene e 142 hanno pagato agenzie di intermediazione italiane con uffici nei Paesi d’origine. Il prezzo per lavorare a condizioni estreme in Italia si aggira sui 600 euro per i cittadini comunitari, ma può arrivare a 1700 per chi viene da nazioni extra Unione europea.
Quattro di queste lavoratrici, tutte romene, hanno però reagito e attraverso l’associazione hanno ottenuto il supporto di un avvocato romagnolo, Raffaele Pacifico, che in tarda primavera ha presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Rimini per riduzione in schiavitù e mobbing. “Ho raccolto i loro racconti in lingua originale e poi li ho fatti tradurre”, spiega il legale. “Sono racconti crudi che parlano di avanzi di cibo da mangiare con gli animali domestici dei titolari degli alberghi, di giorni di riposo mai concessi e di assenze per malattia negate. Avendo pagato per venire in Italia a lavorare, queste lavoratrici non potevano tornare nel loro Paese prima della fine della stagione. Ora i magistrati sono in fase istruttoria e stanno valutando tutta la documentazione che ho allegato alla denuncia, certificati medici compresi”.
Mentre il consigliere Pazzaglia e le associazioni di lavoratori chiedono che si arrivi a un “certificato di qualità” che attesti il rispetto degli operatori del settore per contratti e condizioni di lavoro, l’Aia respinge le accuse e dice che non si tratta di una situazione generalizzata. “Casi ce ne sono”, spiega ancora la presidente De Rinaldis. “Il figlio di una mia collaboratrice, per fare il bagnino, ha preso 50 euro per dieci giorni, è una vergogna, prenderei chi lo ha trattato così a calci nel sedere”. La rappresentante degli albergatori è in realtà ancora più esplicita quando parla di questo episodio, ma aggiunge riferendosi al comparto: “Vorrei andare io dai sindacati a dire che c’è personale in eccesso che non fa niente e che rifiuta di spostarsi per esempio dalle cucine ai piani se in cucina non c’è nulla da fare e invece serve una mano altrove”.
E insiste a parlare di “situazioni limite, da non difendere, certo, ma comunque marginali”. Ma limite o meno che siano queste situazioni, i lavoratori sfruttati potrebbero bussare alla porta dell’Aia trovando un interlocutore che intervenga per sanare ciò che sano non è? “Non è questo il nostro lavoro”, risponde Patrizia De Rinaldis. “Ci sono delle regole che devono essere rispettate, ma sono altri gli organi che lo devono fare. Personalmente faccio convegni e corsi per ribadire quali sono queste regole. Le verità è che noi per primi subiamo la concorrenza sleale di chi sfrutta i lavoratori usando forme di flessibilità estreme che mettono a rischio a 80 mila posti di lavoro nel settore”.
La foto dell'art. fa parte della Mostra Fotografica "14storie e 1000dignità calpestate" realizzata e curata da Melissa Cecchini per l'Ass. Rumori Sinistri

 

mercoledì 6 giugno 2012

Rimini - Lavoro stagionale e grave sfruttamento lavorativo. Un'interrogazione comunale e un inchiesta Tv

Dobbiamo ringraziare persone come Sandra Polini che con coraggio e passione per 4 anni è stata in strada con lo sportello della nostra ass. rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici stagionali in mezzo agli insulti e alle minacce degli albergatori se oggi siamo arrivati a questo punto. Dobbiamo ringraziare il comitato schiavi in riviera che in forma diversa ha aperto un varco nella comunicazione mainstream. Un grazie a Icaro tv e a Lucia Recanati per i due servizi. Un grazie a Fabio Pazzaglia che ha scelto da che parte stare raccogliendo le istanze di anni di battaglie in questo territorio. Non è certo una vittoria, ancora, ma come si dice "il dado è tratto" e indietro non si torna.
- Rimini - Lavoro stagionale e sfruttamento. Atto I. Presentata oggi dal consigliere comunale Fabio Pazzaglia (Sel/FareComune) un'interrogazione comunale sul tema del lavoro gravemente sfruttato
I commenti raccolti fuori dal Consiglio Comunale:

L'inchiesta di Icaro Tv. A cura di Lucia Renati
1° Parte:

2°Parte: