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mercoledì 15 aprile 2015

Comunicato stampa: Albergatori violenti contro lavoratori e ispettori del lavoro: via subito la licenza!




Qualche settimana fa sulle pagine dei quotidiani locali è apparsa la notizia che due albergatori di Cesenatico (padre e figlio) sono stati condannati rispettivamente a 5 e 6 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale in concorso e lesioni personali ai danni di due ispettori del lavoro.

Come recita una nota di Living Cesenatico, era il 19 giugno 2009, quando nella struttura ricettiva di Cesenatico si presentarono due ispettori del lavoro per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente dell’hotel. Visita poco gradita dai due albergatori (padre e figlio) che, nel corso del controllo disposto dalla Direzione Territoriale di Forlì-Cesena, hanno avuto un comportamento aggressivo con urla e minacce, opponendo resistenza ai due pubblici ufficiali incaricati dell’ispezione, impedendogli di condurre e continuare il controllo. Inoltre gli albergatori hanno allontanato, con violenza, i due ispettori. Il figlio, anche lui gestore dell’hotel insieme al padre, aveva anche procurato lesioni a uno dei due ispettori. Trauma toracico e danneggiamento del cavo orale, con una prognosi di 8 giorni.

Conosciamo bene questi due albergatori,  in particolare il padre, poiché nell’estate del 2011 sono stati coinvolti in una vicenda simile di violenza ed aggressionequesta volta però ai danni di 4 lavoratrici presso un’altra struttura ricettiva di Gatteo Mare che i due albergatori gestivano insieme.

Le quattro lavoratrici – due delle quali sono state reclutate attraverso reti internazionali ed agenzie di intermediazione rumene - hanno richiesto informazioni agli attivisti di “Rumori Sinistri”, e più precisamente allo Sportello informativo per lavoratori e lavoratrici stagionali.
Dal momento che molto spesso il Lavoro Gravemente Sfruttato è supportato da dispositivi paraschiavistici che vengono utilizzati per produrre profitto illegale, le lavoratrici (su sollecitazione degli attivisti di Rumori sinistri) hanno deciso di seguire un percorso di emersione, attraverso l’invio di una richiesta ispettiva agli organi preposti. Il tentativo tuttavia non ha conseguito gli obiettivi desiderati, dal momento che l’albergatore è stato informato delle intenzioni delle lavoratrici da alcune colleghe. Conseguentemente, tre delle quattro cameriere ai piani che si sonno rivolte allo sportello informativo, hanno fatto ricorso alle cure del locale Pronto Soccorso, in seguito alla violenza verbale e alle minacce agite dal datore di lavoro venuto a conoscenza della denuncia presentata agli organi ispettivi. Nei referti del PS si leggeva: “crisi di panico, stress psicofisico” con prognosi dai 7 ai 3 giorni. Durante la permanenza al PS alle tre lavoratrici sono stati somministrati alcuni ansiolitici.

Solo attraverso il prezioso contributo dell’avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Forlì (consulente legale di ADL Cobas e Rumori Sinistri), è stato possibile curare al meglio e presentare l’esposto trasformandolo  in una querela per il reato di “riduzione in schiavitù”. Infatti il 17 maggio 2012 l'avvocato, in possesso di specifiche procure notarili inviategli dalle quattro lavoratrici dalla Romania, depositava presso il comando dei carabinieri di Cesena un fascicolo di cinquanta pagine, nel quale si esponevano i fatti avvenuti. Neanche un anno dopo la denuncia (marzo 2013), il GIP ha disposto un decreto penale di condanna ai danni dell'albergatore.
Il decreto di condanna a carico dell'albergatore, benché contenga quasi tutti gli elementi indicati in denuncia, era stato qualificato dalla Procura come artt.610 comma 1 C.P. e 81 comma secondo C.P.
La Procura ha inteso riqualificare il fatto da "riduzione in schiavitù" e "mobbing" in una ipotesi sempre procedibile d'ufficio ma senz'altro meno grave di quella iniziale: violenza privata aggravata.

L'udienza di domani - giovedì 16 aprile presso il Tribunale di Forlì - è quindi lo step successivo al ricorso che l'albergatoreha presentato attraverso i suoi legali per impugnare il decreto penale dicondanna e sarà un’udienza molto importante perché le quattro lavoratrici testimonieranno davanti al giudice in quanto si sono costituite parte civile contro l’albergatore VIOLENTO, reo anche di insolvenza parziale del salario come testimoniato dai conteggi elaborati da ADL Cobas e che verranno presentati durante il dibattimento.

Il presente procedimento penale rappresenta quindi – ha affermato Sandra Polini di Rumori sinistri e delegata sindacale ADL Cobas - un ulteriore occasione per far emergere al meglio la vicenda dal momento che in questo procedimento, tramite l'avvocato Raffele Pacifico, le lavoratrici si sono costituite parte civile”. “Il primo risultato di un percorso dove si pone al centro - continua Polini - non solo l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato ma anche l’autorganizzazione delle lavoratrici”, capaci di agire conflittualità contro una piccola impresa, ma paradigmatica dell’essenza del capitalismo odierno.

Per Sandra Polini (delegata sindacale ADL Cobas e volontaria dell’associazione Rumori Sinistri), che a sua volta è stata querelata dall’albergatore violento in un procedimento che vedrà la prima udienza a novembre 2015, sono almeno due le riflessioni su questa vicenda: “ADL Cobas e Rumori Sinistri chiederanno alle istituzioni preposte che di fronte a questo tipo di recidiva venga tolta la licenza a tutti quegli albergatori che agiscono la violenza su un duplice binario. Da un lato come strumento di sfruttamento ai danni dei lavoratori stagionali dall’altro come strumento di difesa contro i pubblici ufficiali incaricati dalle Direzioni Territoriali del Lavoro delle ispezioni, impedendogli di condurre il controllo per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente degli hotels.”

L’illegalità diffusa nell’ambito di questo settore economico agita su vari livelli dagli imprenditori del turismo, ha da sempre goduto da parte di tutte le realtà istituzionali e dalle stesse amministrazioni  di un alto grado di tolleranza. “È un aspetto di una cultura che è radicata in questo territorio – prosegue Sandra Polini - e che è stata messa in discussione attraverso un lavoro intelligente e coraggioso , fatto di inchieste e denunce, ma anche di autorganizzazione delle lavoratrici stagionali, azioni finalizzate a cambiare il volto di questa economia che utilizza il Lavoro Gravemente Sfruttato e forme di para schiavismo per sostenersi. E’ arrivato il momento che le Istituzioni agiscano contro questi imprenditori del turismo violenti e professionisti dell’illegalità”.

DIRITTI REDDITO DIGNITA’
ADL Cobas – ass.Rumori Sinistri Rimini

domenica 27 luglio 2014

La Riviera dello sfruttamento: viaggio fra i lavoratori stagionali di Rimini e Cesenatico

Il giornalista freelance Antonio Musella ha raccolto per Fanpage.it quattro storie di lavoratori italiani e stranieri, impiegati nelle strutture turistiche della riviera romagnola. 
Storie di sfruttamento, truffa e violenza sia fisica che psicologica.
Le storie di Sandra, Mohammed, Alfonso e Isabela ci raccontano da dentro i meccanismi di sfruttamento nell'industria del turismo e l'azione di inchiesta e di denuncia di Rumori Sinistri e poi quella sindacale e conflittuale di ADL Cobas Emilia Romagna. 
Pensate a queste storie quando sarete al bar, in un locale, in un hotel o in spiaggia in questa estate 2014.
REDDITO DIRITTI DIGNITA' PER TUTTI E TUTTE!

domenica 29 giugno 2014

Rimini - Report multimediale del Meeting nazionale su Lavoro e Turismo

Poadcast della diretta streaming ed appunti sulla discussione svoltasi nel nuovo spazio liberato in occasione di questo importante appuntamento. Nasce infatti Casa Madiba Network

Il Meeting dedicato al tema del lavoro nel turismo svoltosi oggi a Rimini (giornata in cui si svolge uno dei grandi eventi estivi come la Molostreet Parade) non poteva avere migliore inizio né svolgersi in luogo più adatto, un nuovo spazio liberato, sottratto all'abbandono e all'incuria e restituito alla città. 
Nasce Casa Madiba Network, l'evoluzione dell'esperienza di Casa Madiba (e del Lab. Sociale Paz) improntata sempre all'autorecupero dello sfitto e come risposta alla crisi e alla precarietà della vita: Casa, Reddito, Diritti per tutti/e! ASSEMBLEA PLENARIA #1 (mattina) L'assemblea plenaria della mattina ha visto la centralità dei contributi delle realtà nazionali partecipanti che a partire dalle specificità dei singoli territori si sono sviluppati seguendo tre filoni di discussione: la mancanza di politiche redistributive e di welfare per i lavoratori/trici spinte sempre più verso un sistema di workfare, basato sull'obbligatorietà del lavoro; la svendita dei territori attraverso la riduzione degli stessi e delle città a brand commerciabili; la creazione di percorsi e strumenti condivisi per aggredire i processi di accumulazione del capitale messi in atto in particolar modo nel settore turistico. 
 
ASSEMBLEA PLENARIA #2 (Pomeriggio) 
 La discussione è proseguita nel pomeriggio spostandosi dall’analisi più teorica della mattina all’individuazione e strutturazione di strumenti organizzativi e suddividendosi in due parti. La prima, composta da brevi relazioni in cui si è declinato il tema del lavoro nel turismo dentro la questione del governo della forza lavoro (reddito, casa, diritti); salute e nocività nei luoghi di lavoro; il ruolo degli istituti preposti (Centri per l’impiego e Direzioni Territoriali del Lavoro). 

Parlare oggi di turismo significa aggredire la produzione capitalistica e pensare ad un percorso in cui federare gli spazi, gli sportelli informativi e sindacali attorno alla costruzione di proposte e scadenze condivise, tra cui la realizzazione di un portale jobadvisor sul quale pubblicare la mappa dei territori dove sono in corso vertenze, in cui dare informazioni ai lavoratori/trici e ai turisti ma che funga anche da strumento di condivisione di informazioni e strumenti – anche legali - tra le varie realtà. E ancora, la produzione di inchieste e pubblicazioni che a partire dalle specificità dei singoli territori sappiano porre istanze sul piano nazionale ed europeo. Infine la costruzione di una scadenza comune di lotta e vertenza intorno al tema del lavoro nel settore turistico e del reddito nel prossimo autunno o comunque entro la fine della stagione estiva. Per chi è interessato e non ha potuto partecipare alla scadenza invitiamo a contattarci via mail adlcobas.rimini@gmail.com per condividere la costruzione del percorso. 
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venerdì 27 giugno 2014

Comunicato stampa: Meeting Nazionale delle realtà autorganizzate su Lavoro e Turismo

Comunicato STAMPA
TURISMO E LAVORO MEETING NAZIONALE A RIMINI DELLA REALTA' AUTORGANIZZATE E CONFLITTUALI

Nella giornata di Sabato 28 giugno presso CASA MADIBA NETWORK e in corrispondenza con uno dei grandi eventi estivi come la Molo street Parade, sindacati conflittuali ed autorganizzati, attivisti e attiviste da tante città italiane si riuniranno a Rimini per il primo Meeting Nazionale sul Lavoro nel Turismo.
L'appuntamento organizzato e promosso da ADL COBAS Rimini e dall'Ass. Rumori sinistri si pone l'obiettivo di costruire percorsi ricompositivi e di coalizione extra territoriali fra realtà diverse e nel rispetto della reciproca autonomia per mettere in cantiere azioni concrete contro lo sfruttamento e la precarietà nel settore turistico, settore che nonostante la crisi ha mantenuto una sua solidità in termini di profitti ed è in forte espansione.
Per queste ragioni come affermano Manila Ricci e Sandra Polini di ADL Cobas e Rumori sinistri “è fondamentale concretizzare un'azione comune di tutte quelle realtà autorganizzate che attraverso Sportelli e vertenze assistono centinaia di lavoratori e lavoratrici occupate nel turismo, vittime non solo del Lavoro Gravemente Sfruttato ma anche di riforme come la Fornero che ha introdotto la Mini aspi (favorendo il lavoro nero) e il Jobs act che precarizzerà ulteriormente i contratti e le favorirà forme di lavoro paraschiavistico fino al free job”.
Ricci e Polini poi sottolineano come “le azioni degli enti statali preposti siano molto limitate” – in particolare della DTL – e come “ con il perdurare della crisi e la mancata introduzione di un reddito di cittadinanza, (strumento universale di sostegno a chi non ha un'occupazione stabile e di rifiuto di lavori precari), favoriscono gravi condizioni di sfruttamento dal momento che il lavoratore o la lavoratrice che denunciano spesso aspettano anni (si veda a tal proposito la vertenza dell'Hotel Le Conchiglie avvenuta nell'estate del 2011 e solo il 2 luglio ci sarà la prima udienza contro la Mediterranea Gestioni srl che all'epoca gestiva l'hotel) prima di vedere riconosciuto il pagamento degli stipendi arretrati e l'insolvenza da parte del padrone.”
Sandra Polini poi sottolinea come “Il perdurare della crisi economica e il ricatto della disoccupazione nonché la crescita delle persone che si trovano in condizioni di estrema povertà ed indigenza spingono spesso ad accettare condizioni di lavoro sfruttate nel settore turistico”, mentre Manila Ricci sottolinea come “la mancanza di strumenti immediati di assistenza e supporto al reddito nonché di risposta all'emergenza abitativa conseguente all'azione di chi denuncia lavoro nero e/o grigio, insolvenza del salario, mancanza del giorno libero, abusi e violenze psicologiche, meccanismi di controllo totale sul tempo libero causati dalla coabitazione nel luogo di lavoro che è anche luogo di effettiva dimora, impediscono spesso l'emersione di queste situazioni”.
Pertanto alla luce di questi limiti prodotti anche da normative che tutelano poco i lavoratori mentre favoriscono le imprese turistiche, insieme alla mancanza di interventi specifici e sempre più necessari delle amministrazioni locali (si veda a tal proposito le analisi e le rivendicazione proposte da Rumori Sinistri in occasione dell'approvazione dell'ODG sul Turismo in consiglio comunale ovvero alloggi per gli stagionali e reddito di sostegno per chi denuncia) che è necessario lavorare nella direzione che il Meeting del 28 giugno a Rimini si pone.
Ovvero che collettivi, realtà autorganizzate e sindacati conflittuali si impegnino a costruire un percorso di rete e coalizione di scopo con tutte quelle realtà che nei vari territori e nelle varie città a forte vocazione turistica assistono i lavoratori e le lavoratrici con lo scopo di produrre lotte e vertenze che possano impattare non solo sui singoli percorsi di vertenza ma anche sul piano più generale delle politiche del lavoro e di quelle turistiche (italiane ed europee) che determinano queste situazioni, nonché di affinare al meglio gli strumenti di assistenza legale e le buone pratiche che hanno portato ad una qualche vittoria. Inoltre l'idea è anche quella di decidere scadenze comuni verso l'autunno che ricolleghino le lotte nel settore turistico a quelle più generali contro l'austerità e il Jobs act, “non possiamo permetterci – conclude infatti Manila Ricci – che chi sta decidendo del nostro futuro e di quello di migliaia di persone in Italia e in Europa lo faccia senza di noi che subiamo la precarietà come forma materiale non solo di organizzazione del lavoro ma anche di comando sulla vita e sui territori”.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
L'incontro si svolgerà SABATO 28 GIUGNO presso Casa Madiba Network in via Dario Campana n. 49 a Rimini
SCARICA IL PROGRAMMA:
Programma Meeting RIMINI 28 giugno

mercoledì 26 marzo 2014

Comunicato stampa: delegata sindacale attiva nelle lotte dei lavoratori stagionali e della logistica a processo: VERGOGNA!


Domani giovedì 27 marzo, di fronte al Giudice di pace Avvocato Giuliano, sarà celebrata l’udienza che vede l’imputata Sandra Polini delegata sindacale ADL CCobas e attivista dell’associazione Rumori Sinistri, rinviata a giudizio per il reato di “ingiurie” art 594 cp.
In tale sede il Giudice di Pace valuterà la ritualità delle notifiche,e la regolare costituzione delle parti ed ammissione delle prove.
I fatti risalgono all’agosto 2011, quando l’associazione Rumori Sinistri - che gestiva uno Sportello informativo in strada rivolto ai lavoratori stagionali - si occupò di seguire il caso di quattro lavoratrici stagionali impiegate irregolarmente presso un albergo di Gatteo Mare. Le lavoratrici si rivolsero allo Sportello per denunciare una situazione di grave sfruttamento lavorativo, in seguito a ciò fu prodotta una richiesta ispettiva alla DTL di Forlì.
L’albergatore venuto a conoscenza, attraverso “ la soffiata” delle altre colleghe, delle intenzioni delle lavoratrici di attivare una vertenza, agì violenza verbale contro le stesse tanto da procurare crisi di panico.
Le lavoratrici finirono al PS e dopo essere state sottoposte a terapia farmacologica lasciarono la struttura sanitaria per recarsi al comando di Polizia di Cesenatico per denunciare i fatti. Fu richiesto l’intervento di una pattuglia di agenti per scortare le lavoratrici fino all’albergo per il ritiro dei loro effetti personali.
L’albergatore, all’arrivo delle lavoratrici pretese la firma sulle dimissioni volontarie e la visione dei referti medici, pretese alle quali Sandra Polini si oppose in maniera assolutamente civile, anche perché la firma sulle dimissioni volontarie avrebbe automaticamente determinato l’annullamento della richiesta di indennità di disoccupazione. Fu avviata una vertenza da parte della Cgil che non portò ad alcun risultato, dal momento che le quattro lavoratrici furono costrette a partire per la Romania in assenza degli stipendi,e senza la possibilità di essere ascoltate dagli ispettori della DTL, che sopraggiunsero ad ispezionare l'azienda quando era troppo tardi.
Poco prima della partenza delle lavoratrici è stato depositato un esposto presso la Procura della Repubblica, dove si denunciava un comportamento illegittimo agito dall’albergatore per tutta la durata del rapporto di lavoro. Tale esposto fu tuttavia archiviato, e dopo due mesi (ottobre 2011) Sandra Polini fu raggiunta da una querela dell’albergatore per “violazione di domicilio” e “ingiurie” art 614 594 cp.
Del caso se ne occupò l’avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Forlì, attuale collaboratore di ADL COBAS, che riuscì a trasformare l’esposto nel frattempo archiviato in una querela ai danni dell’albergatore per “riduzione in schiavitù”.
In seguito alla querela fu emesso un decreto penale di condanna ai danni dell’albergatore per “violenza privata continuata”, per il quale l’albergatore ha presentato ricorso, rimandando così il caso al dibattimento che avrà luogo il 16 dicembre 2014.
Nel frattempo la posizione “penale” di Sandra Polini è stata snellita dall’archiviazione del reato di “violazione di domicilio” durante l’udienza preliminare che ha avuto luogo nel maggio scorso (2013) presso il giudice di pace del Tribunale di Cesena.
Rispetto ai fatti così riportati ci sentiamo di sottolineare come un comportamento assolutamente legittimo, cioè quello di difendere i lavoratori gravemente sfruttati, intervenendo direttamente nei luoghi di lavoro, determini una situazione dove chi opera nell'illegalità (le aziende turistiche e gli albergatori), si possa permettere di denunciare - attraverso ricostruzioni artificiose e fittizie – attivisti/e e delegati/e sindacali da anni attivi nelle lotte dei lavoratori stagionali e del settore della logistica.
Noi rispetto ai fatti accaduti non abbiamo nulla di cui rimproverarci, anzi continueremo ogni volta che ci verrà richiesto, ad intervenire direttamente nelle strutture turistiche, perché si possa, attraverso azioni concrete e non virtuali, a determinare il rispetto dei diritti dei lavoratori nella massima trasparenza e nella piena legittimità di chi sta ed è sempre stato, come Sandra Polini, dalla parte dei lavoratori a difesa dell'unico limite allo sfruttamento lavorativo nel turismo che è l'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale.
Nessun passo indietro e nessuna intimidazioni con questi vergognosi provvedimenti giudiziari che colpiscono chi sta dalla parte della legalità nel mondo del lavoro e contro lo sfruttamento lavorativo strumento di violenta precarizzazione e sottrazione di ricchezza per tutta la collettività.
Reddito Diritti Dignità per tutti e tutte!

ADL Cobas E.R. - Ass. Rumori Sinistri Rimini

venerdì 14 febbraio 2014

Comunicato udienza Tribunale su ricorso albergatore contro decreto penale di condanna per violenza privata continuata

COMUNICATO STAMPA
Oggi, 14 febbraio, presso il Tribunale di Forlì, si tiene la prima udienza preliminare in seguito al ricorso presentato dall’ imputato, un albergatore che un anno fa è stato condannato attarverso un decreto penale di condanna per violenza privata continuata, ai danni di quattro lavoratrici stagionali rumene occupate presso il suo albergo. QUI I FATTI E LA VICENDA.
La vicenda è avvenuta nell’estate 2011 presso una struttura alberghiera di Gatteo Mare. Due lavoratrici su quattro sono state reclutate attraverso reti internazionali ed agenzie di intermediazione romene.
Le quattro lavoratrici hanno richiesto informazioni agli attivisti di “Rumori Sinistri”, e più precisamente allo Sportello informativo per lavoratori e lavoratrici stagionali.
Dal momento che molto spesso il Lavoro Gravemente Sfruttato è supportato da dispositivi paraschiavistici che vengono utilizzati per produrre profitto illegale, le lavoratrici (su sollecitazione degli attivisti di Rumori sinistri) hanno deciso di seguire un percorso di emersione, attraverso l’invio di una richiesta ispettiva agli organi preposti.
Il tentativo tuttavia non ha conseguito gli obiettivi desiderati, dal momento che l’albergatore è stato informato delle intenzioni delle lavoratrici da alcune colleghe.

Conseguentemente, tre delle quattro cameriere ai piani che si sonno rivolte allo sportello informativo, hanno fatto ricorso alle cure del locale Pronto Soccorso, in seguito alla violenza verbale e alle minacce agite dal datore di lavoro venuto a conoscenza della denuncia presentata agli organi ispettivi.
Nei referti del PS si leggeva: “crisi di panico, stress psicofisico” con prognosi dai 7 ai 3 giorni. Durante la permanenza al PS alle tre lavoratrici sono stati somministrati alcuni ansiolitici.

Gli operatori dell’associazione hanno allora depositato un esposto al comando di Polizia di Stato, che è stato archiviato dagli agenti preposti, facendo cadere nel vuoto la speranza che lo Stato fosse promotore della legalità presso un luogo di lavoro.
Solo attraverso il prezioso contributo dell’avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Forlì, è stato possibile curare al meglio e presentare l’esposto trasformarlo in una querela per il reato di “riduzione in schiavitù”. Infatti il 17 maggio 2012 l'avvocato, in possesso di specifiche procure notarili inviategli dalle quattro lavoratrici dalla Romania, depositava presso il comando dei carabinieri di Cesena un fascicolo di cinquanta pagine, nel quale si esponevano i fatti avvenuti. Neanche un anno dopo la denuncia, il GIP ha disposto un decreto di condanna ai danni dell'albergatore (marzo 2013).
Il decreto di condanna a carico dell'albergatore, benché contenga quasi tutti gli elementi indicati in denuncia, era stato qualificato dalla Procura come artt.610 comma 1 C.P. e 81 comma secondo C.P.
La Procura ha inteso riqualificare il fatto da "riduzione in schiavitù" e "mobbing" in una ipotesi sempre procedibile d'ufficio ma senz'altro meno grave di quella iniziale: violenza privata aggravata.

L'udienza di oggi è quindi lo step successivo al ricorso che l'albergatore ha presentato attraverso i suoi legali per impugnare il decreto penale di condanna.
Le lavoratrici sono state cacciate dal datore di lavoro, reo di insolvenza parziale del salario come testimoniato dai conteggi elaborati da ADL Cobas e che verranno presentati durante il dibattimento.

Il presente procedimento penale rappresenta quindi – ha affermato Sandra Polini di Rumori sinistri e delegata sindacale ADL Cobas - un ulteriore occasione per esviscerare al meglio la vicenda dal momento che oggi, tramite l'avvocato Raffele Pacifico, le lavoratrici si costituiranno parte civile”. “Il primo risultato di un percorso dove si pone al centro - continua Polini - non solo l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato ma anche l’autorganizzazione delle lavoratrici”, capaci di agire conflittualità contro una piccola impresa, ma paradigmatica dell’essenza del capitalismo.
Ass. Rumori sinistri Rimini – ADL Cobas Emilia Romagna

giovedì 17 ottobre 2013

COMUNICATO STAMPA: Grande vittoria delle lotte contro lo sfruttamento nel turismo!

Una seconda sentenza di condanna per minacce, ingiurie e percosse contro albergatori e risarcimento danni ad una lavoratrice stagionale. I fatti risalgono all'estate 2010 e agli scioperi contro il tour operator Costa Romagna Hotels

Oggi si è svolto e concluso il procedimento penale davanti al Giudice di Pace di Cesena contro Massimo Cavalli e Damiano Nettuno, imputati per minacce, ingiuria e percosse nei confronti di ex dipendenti dell'Hotel K2 di Cesenatico e dell'hotel Mosè di Rimini, che nel giugno 2010 avevano organizzato - insieme a Rumori Sinistri – alcuni presidi fuori da questi hotel per rivendicare i loro diritti.

Il procedimento vedeva la partecipazione di una sola parte civile costituita, la Sig. Stacchini Emanuela difesa dall'Avv. Paola Urbinati del Foro di Rimini, mentre gli altri lavoratori erano presenti semplicemente come parti offese. All'udienza il giudice ha raccolto la testimonianza della Signora Stacchini, che ha revocato in maniera vivida i fatti accaduti, ed ha poi sentito come testimone il Maresciallo dei Carabinieri Santolamazza che era intervenuto nel corso del presidio. Dopo questi due testimoni, per quanto ce ne fossero altri presenti e disponibili ad essere sentiti, il giudice ha ritenuto di poter già decidere la causa.

Il pubblico ministero ha chiesto per Cavalli la condanna al pagamento di € 500 e, per Nettuno, al pagamento di € 900 a titolo di multa. I difensori degli imputati hanno chiesto l'assoluzione, mentre l'Avv. Paola Urbinati, con le proprie conclusioni, ha chiesto il risarcimento dei danni che la sua cliente aveva subito a seguito delle minacce e delle ingiurie.

Con la sentenza il giudice ha condannato entrambi gli imputati, il Sig. Cavalli al pagamento di € 500, ed il Sig. Nettuno al pagamento di € 700 come multa -del resto i procedimento davanti al giudice di pace raramente comportano pene detentive. Uno degli aspetti positivi della condanna è che il giudice, con la sentenza di oggi, ha anche riconosciuto il diritto al risarcimento danni per la parte civile - la Signora Stacchini, ed ha condannato il Sig. Cavalli a pagarle € 300, e € 700 per il Sig. Nettuno, oltre al pagamento delle spese legali.

Si tratta di una sentenza importante, perché conclude una vicenda che si era aperta nell'estate del 2010 e, soprattutto, perché riconosce i danni che sono stati subiti dai lavoratori e dalle lavoratrici che all'epoca protestavano dal basso e in forma autorganizzata davanti alle strutture alberghiere di Costa Romagna Hotel sia per le condizioni degradanti del contesto di lavoro sia per la situazione di insolvenza dei salari che non sono mai stati pagati per il lavoro svolto presso le strutture, strutture presenti in tutta la riviera romagnola.

È quindi anche un risultato del conflitto prodotto in quell'estate, scioperi selvaggi delle cucine e dei servizi in camera, presidi spontanei fuori dagli alberghi ed una grande soddisfazione umana per la parte civile, Emanuela Stacchini, una delle lavoratrici che, assistita da Rumori sinistri e dall'avv. Urbinati, non ha rinunciato a far valere i propri diritti non solo nelle strade ma anche in sede penale, mentre gli altri lavoratori, scoraggiati dai costi, dalla durata, e dalle difficoltà di un processo nonché rassegnati per la mancanza di una strategia con il sindacato che lì seguì all'epoca, non hanno partecipato al procedimento.
Il coraggio di Emanuela e la sua azione, che è anche la nostra e di tutti quei lavoratori e lavoratrici che in questi anni si sono ribellati ai ricatti dei capitalisti nostrani, nonché alle nuove forme e declinazioni dello sfruttamento (quali violenze fisiche e psicologiche), ha trovato un riscontro positivo nella sentenza di oggi.
Sentenza che, insieme alla rinnovata progettualità della rete territoriale contro lo sfruttamento nel turismo che ha promosso la due giorni dello scorso week end dedicata a Florentina Ciobanu e alle continue azioni di supporto per l'autorganizzazione dei lavoratori e lavoratrici stagionali, potrebbe dare coraggio anche ad altri. Lavoratori e lavoratrici stagionali che si trovano nelle stesse condizioni di Emanuela, e che spesso rinunciano a far valere i propri diritti per timore che conflitto e emersione non servano a nulla e non producono nulla. La sentenza di oggi ci dice il contrario.
Reddito, Diritti, Dignità per tutti e tutte!
Ass. Rumori sinistri – ADL Cobas E.R.
Dalla rassegna stampa di oggi articolo del Resto del Carlino del 17 ott. 2013
(clicca sull'immagine per leggere)
 
 

venerdì 6 settembre 2013

La disoccupazione stagionale (Mini Aspi) è un diritto di tutti e tutte a prescindere dalla nazionalità

 Comunicato stampa in merito alla dichiarazioni di Luca Bartolini (consigliere regionale del Pdl eletto nella provincia di Forlì Cesena) contro la disoccupazione stagionale (Mini Aspi) ai lavoratori stagionali non italiani.

Non esiste alcuna norma per raggirare il diritto dell'indennità di disoccupazione stagionali (oggi Mini Aspi) per i lavoratori comunitari. Prima dell'introduzione della Riforma Fornero che ha modificato radicalmente la disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti, i lavoratori stagionali presentavano la domanda presso i sindacati o l'Inps nell'anno successivo il periodo di lavoro entro il mese di marzo.
Con l'introduzione della nuova normativa la domanda va presentata entro otto giorni dalla fine del rapporto di lavoro, dopo che il lavoratore ha dichiarato lo stato di disoccupazione presso il Centro dell'Impiego competente per territorio.
Nella provincia di Forlì' - Cesena, fino a dieci giorni fa, ci si poteva iscrivere al CPI solo se muniti di una residenza o di un domicilio. Questo significava l'esclusione dei cittadini comunitari, che rappresentano la maggior parte dei lavoratori stagionali sottopagati e gravemente sfruttati, dal poter iscriversi per ottenere questa importante indennità.
ADL COBAS in collaborazione con l'associazione Rumori Sinistri nei primi giorni di giugno ha inviato un esposto alla Prefettura di Forlì, dove veniva messo in evidenza il fatto che i lavoratori stagionali in transito nel territorio che alloggiano - dai tre ai sei mesi - nelle strutture alberghiere dove prestano l'attività lavorativa, non venivano registrati dai datori di lavoro, che ne avrebbero l'obbligo secondo la legge, attraverso la compilazione del modulo "Cessione di Fabbricato" o “dichiarazione di ospitalità” da consegnare alla questura o al comando dei vigili non oltre due giorni dal loro arrivo.
Avevamo inoltrato l'esposto anche al sindaco di Cesenatico, che non ci ha mai risposto.
Questa inadempienza da parte dei datori di lavoro, comportava il fatto che su questo territorio tra Cesenatico, Gatteo Mare e San Mauro Mare transitassero più di 2500 lavoratori non regolarmente registrati o segnalati alle autorità come invece previsto dalle normative.
La Prefettura ci rispose che, visto, la scarsità di agenti, i controlli non sarebbero potuti avvenire.
Fortunatamente con una circolare interna questa norma è stata cambiata, per cui per i lavoratori stagionali in transito nel territorio è possibile iscriversi al CPI senza dichiarazione di ospitalità o cessione di fabbricato.
Vogliamo chiedere a Luca Bartolini (consigliere regionale del Pdl eletto nella provincia di Forlì Cesena) chi non rispetta le regole? Chi evade le tasse, attraverso l'omissione contributiva, e la messa in deroga del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro? Chi assume in nero? Chi agisce l'insolvenza del salario? Chi usa violenza nei confronti dei lavoratori stagionali spesso comunitari o migranti? Chi pratica l'illegalità?
In questi giorni stiamo depositando diverse querele alla Procura della Repubblica di Forlì e a quella di Rimini su fatti gravissimi accaduti ad alcuni lavoratori stagionali comunitari.
A quanto pare il Lavoro Gravemente Sfruttato e quei dispositivi che vengono utilizzati dagli imprenditori del turismo con la copertura delle Istituzioni per ottenere maggior profitto sul lavoro stagionale aggirando le norme e praticando l'illegalità, sono argomenti che né a Luca Bartolini, né al sindaco di Cesenatico, interessano. Reddito, diritti, dignità per tutti e tutte!

sabato 31 agosto 2013

Riviera romagnola: con l'incremento della produzione aumenta lo sfruttamento e il lavoro nero


L'assessore provinciale al turismo, Fabio Galli, ha comunicato i dati provvisori relativi agli arrivi e alle presenze turistiche del mese di luglio nella provincia di Rimini: + 1,6% i primi e + 0,2% le seconde.
Galli ha trasmesso alla stampa locale la seguente nota: “Finalmente una notizia che infonde un po' di sollievo anche se poi le analisi che andranno fatte nelle prossime settimane dovranno essere approfondite e puntuali”.
Si registra, pertanto, un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, ma al contempo si è si manifestata una diminuzione dei contratti di lavoro stagionali e del numero degli occupati nel turismo, come ha mostrato il Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini. Nella sintesi del rapporto sugli avviamenti nel primo semestre si evince una drastica riduzione delle assunzioni nel settore turistico, con un calo del 9% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno.
E' solo apparentemente un'incongruenza, difatti una buona parte delle assunzioni, avviene in nero. Mai, come quest'anno abbiamo infatti registrato - attraverso le segnalazioni pervenute con la “Campagna per l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato” - un numero così alto di lavoratori stagionali che hanno lavorato in assenza di contratto.
A questo si aggiunge tutta quella parte di contratti la cui applicazione è irregolare, vale a dire contratti part-time e a chiamata che celano in realtà un rapporto di lavoro subordinato che va bel oltre il full-time: 12/13 ore giornaliere e mancato rispetto del giorno di riposo settimanale.
Possiamo pertanto affermare che l'aumento della produzione diviene proporzionale all'aumento dello sfruttamento.
A ciò si aggiungono quei dispositivi esercitati sui lavoratori stagionali: la minaccia, il ricatto, la violenza e l'azzeramento di tutti i diritti, compreso quello alla salute e all'igiene nei luoghi di lavoro.
I controlli degli enti statali presso le aziende non risolvono il problema della precarietà e del grave sfruttamento lavorativo, ma sono funzionali solo a regolarizzare “parzialmente” le posizioni.
Si registra un aumento della produttività dovuto ai controlli della Guardia di Finanza sull'evasione fiscale e la tassa di soggiorno e al contempo diminuiscono i dati degli avviamenti nel turismo. Quindi risulta evidente come i controlli degli ispettori del lavoro non sono sufficienti per combattere il cancro del Lavoro Gravemente Sfruttato nella provincia di Rimini, per ragioni quantitative e qualitative delle medesime ispezioni
Gli undici lavoratori dell'hotel Nuova Riccione di Riccione, scoperti in nero o in assunzioni tramite voucher, sono stati regolarizzati tramite l'applicazione di contratti part-time, che nascondono in realtà un ammontare di ore ben diverso e un rapporto di lavoro di altra natura. Ovvero, l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro è stato utile a risolvere il problema del lavoro nero e non certo del Lavoro Gravemente Sfruttato ed irregolare.
Per denunciare la continuazione dell’irregolarità, alcuni lavoratori stagionali, grazie alle indicazioni ricevuta dall’ADL COBAS, si sono presentati negli uffici della DTL di Rimini ed hanno integrato le loro dichiarazioni rispetto al primo verbale reso durante l'ispezione del 22 giugno. Solo attraverso quest’ azione, è potuta emergere un’illegalità che non si ferma nel momento in cui l'azienda è stata colta in flagranza, e sulla quale sono applicate le sanzioni, ma che continua nonostante e oltre le ispezioni.
La stampa locale ci ha informato nei giorni scorsi di otto lavoratori assunti tramite una società che gestisce una struttura alberghiera, rimasti senza stipendio da maggio. Si tratta di un passaggio di società, la cui finalità molto spesso è quella di agire l'insolvenza del salario.
Gli otto lavoratori si sono rivolti a un'organizzazione sindacale, che si è limitata ad inviare all'azienda le lettere di sollecito dei pagamenti degli stipendi arretrati. Una semplice missiva di sollecito non è una prassi adeguata per ottenere il rispetto dei diritti, ma non incide nemmeno materialmente sulla pelle degli sfruttatori che derubano i lavoratori e si arricchiscono con questo furto ai danni di tutta la comunità. Sarebbe stato lodevole da parte delle stessa organizzazione sindacale invitare i lavoratori a bloccare la produzione dei servizi e produrre un conflitto diffuso contro i capitalisti del turismo e gli amministratori che hanno favorito nel tempo queste prassi con la scusa che il turismo è un importante ammortizzatore sociale del territorio.
A quanto pare, attivare buone prassi ed agire il conflitto, sono cose che i sindacati confederali non faranno mai.
Una ricerca di Trivago evidenzia come nella stagione 2013 si siano registrati in tutta la riviera prezzi al ribasso rispetto alla stagione precedente per alloggiare negli alberghi romagnoli ( Bellaria-Igea Marina e Cattolica che scendono del’11%, Cesenatico -6% e Rimini e Riccione a -5% ) a differenza di altre località turistiche/balneari italiane.
Questa ricerca, di certo non di parte, riconferma quello che diciamo da anni, ovvero che i servizi a basso costo si reggono esclusivamente sul furto dei salari dei lavoratori stagionali in nero, precarizzati e senza diritti, mentre i sindacati confederali manifestano per difendere lo status quo, ovvero il contratto collettivo nazionale del turismo, l'ultimo baluardo della storia novecentesca che in questo territorio non è mai stato applicato. E’ necessario mettere in campo una difesa serrata e determinata del contratto nazionale del Turismo come limite allo sfruttamento, giorno per giorno, azienda per azienda, attraverso la presenza fisica di cittadini e sindacalisti solidali con i lavoratori che esigono il rispetto dei diritti. Il contratto nazionale del Turismo è un istituto centrale e violato nel 99% degli alberghi della provincia di Rimini per una serie di ragioni storiche. Da un lato la mancanza di pratiche di lotta e di conflitto sociale contro gli sfruttatori, raramente promosse dalle strutture sindacali locali, e dall’altro una cultura dell’illegalità legittimata e tollerata dalle istituzioni locali.
ADL Cobas Emilia Romagna - Ass. Rumori sinistri Rimini


mercoledì 14 agosto 2013

Con il lavoratore stagionale denunciato per occupazione abusiva. Alloggi per i lavoratori stagionali SUBITO!

Viene in Romagna per un lavoro stagionale e alloggia in una ex colonia abbandonata a Cesenatico. Un 31enne catanese è stato denunciato per occupazione abusiva dopo essere stato scoperto dal legale rappresentante dell'immobile. 
Noi diciamo vergogna al proprietario dell'immobile, vergogna alle forze dell'ordine che reprimono violentemente i lavoratori poveri e vergogna alle amministrazioni comunali che se ne fregano altamente dei diritti di tutti coloro che garantiscono servizi e ospitalità ai turisti della Costa romagnola.
Alloggi per i lavoratori stagionali subito! Lo avevamo detto e lo ripetiamo ancora ricordando che era uno dei punti indicati nel documento presentato durante il consiglio comunale aperto di Rimini sul tema del Lavoro Gravemente Sfruttato. 

Comunicato Ass. Rumori Sinistri e Adl Cobas E.R.
Il 14 marzo 2013 si è tenuto a Rimini un consiglio tematico aperto sul lavoro gravemente sfruttato
nel settore turistico. Questo consiglio voluto fortemente da chi in questi anni ha operato un intervento di emersione del lavoro gravemente sfruttato attraverso la realizzazione di sportelli informativi rivolti ai lavoratori stagionali. La costruzione di questo apputamento si è anche costruita attraverso la stesura di un documento radatto per l'occasione, in cui si evidenziavano alcuni elementi e proposte sul temA. Fra i punti suggeriti all'amministrazione riminese vi era una nota che riguardava, infatti, proprio il problema degli alloggi. L'alloggio che viene garantito al lavoratore stagionale, dietro una trattenuta in busta paga attraverso un conteggio contemplato dal CCNL del settore turistico, molto spesso viene sottratto nel momento in cui il lavoratore chiede il rispetto dei suoi diritti.
Non si contano le testimonianze pervenuteci di lavoratori sbattuti fuori dall'albergo, dopo che ad 
esempio si erano effettuate visite ispettive da parte degli organi preposti dietro richiesta dei lavoratori stessi. L'alloggio, presso la struttura alberghiera, si trasforma, pertanto, in una dispositivo di assoggettamento e controllo totale della vita del lavoratore, che ad es. non può nemmeno permettersi di ammalarsi e di usufruire dei giorni di malattia.
Si aggiunge, inoltre, il fatto che lo stipendio percepito dai lavoratori stagionali non è sufficiente a coprire le spese per un affitto di un altro alloggio spesso proibitivo dal punto di vista economico. E' per questi motivi che noi avevamo proposto all'amministrazione riminese la disponibilità di alloggi per i lavoratori stagionali in transito nel territorio, magari riutilizzando fabbricati abbandonati, come alberghi di cui sono disseminati i lungomare o le ex colonie.
La vicenda emersa oggi sulle cronache cesenaticesi e che riguarda un lavoratore stagionale denunciato per occupazione abusiva di immobile, ci rimanda alle questioni sopraccitate e a tutte quelle sollevate in questi anni attraverso le nostre azioni di denuncia ed emersione della condizione di sfruttamento in cui versano i lavoratori e le lavoratrici stagionali della costa romagnola.
Infine ci chiediamo cosa sia più illegale: occupare un alloggio di fortuna in condizioni di estrema indigenza ed emergenza, oppure agire forme di grave sfruttamento lavorativo o di paraschiavismo, con tanto di evasione fiscale e contributiva?
Ma come al solito si va a punire la parte più debole e vulnerabile della società, per il resto non si
vuole vedere e sentire. L'illegalità o la pratichi o la subisci nella costa romagnola da Cattolica a Comacchio. Questa è la realtà.
Esprimiamo la massima solidarietà al lavoratore denunciato, e ci mettiamo a disposizione per qualsiasi tipo di supporto legale e sociale.

martedì 30 luglio 2013

Rimini - Basta ricatti e sfruttamento nel Turismo. Da che parte stanno le Istituzioni locali?

Di seguito il documento presentato durante la conferenza stampa  in C.so d'Augusto davanti alla Provincia

Basta ricatti e sfruttamento nel Turismo. Da che parte stanno le Istituzioni locali?
Siamo riusciti grazie alla Campagna per l'emersione del Lavoro gravemente sfruttato a far emergere un altro caso gravissimo di sfruttamento, ricatti, violenza, grazie al coraggio di una giovane lavoratrice stagionale italiana, diplomata in un Istituto Alberghiero e laureata in Economia del Turismo.
Richiedere il salario pattuito, il rispetto del contratto, il giorno libero e alloggi degni, non solo è giusto ma sempre più necessario per agire il cambiamento in un settore in cui l'illegalità è una pratica diffusa finalizzata a produrre il massimo dei profitti e del valore dal lavoro di pochi.
Ma questo è il territorio turistico per eccellenza, dai grandi eventi alla promozione turistica, ed è proprio sui dati di questa fabbrica diffusa che vogliamo discutere per impedire che le Istituzioni girino ancora una volta le spalle a tutti quei lavoratori e lavoratrici stagionali che sostengono con il loro lavoro e il loro sfruttamento il turismo made in Rimini.

AGENZIA MARKETING TURISTICO RIVIERA DI RIMINI: 1MILIONE DI EURO PER LA PROMOZIONE E I GRANDI EVENTI
Nel novembre del 2012 il CdA dell'Agenzia Marketing Turistico Riviera di Rimini (presieduto da Fabio
Galli Assessore al Turismo della Provincia di Rimini) ha approvato il bilancio annuale e pluriennale e il Programma di azione per il 2013. Nonostante il patto di stabilità, le politiche di austerità che tagliano sui più deboli, la riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali con l'introduzione dell'ASPI e della MINIASPI, imposti dai vampiri della finanza globale con l'avvallo dei vari governi nazionali e locali, i fondi per la programmazione turistica sfiorano il milione di euro. "Le principali voci - come recita la nota di Newsrimini - al capitolo "azioni" sono  le iniziative di promozione e marketing territoriale sui bacini esteri in collaborazione con l’Aeroporto di Rimini e gli operatori turistici locali; i grandi eventi a partire da Notte Rosa e MotoGp ma anche i grandi eventi dei Comuni e dei privati; il sostegno al marchio “Malatesta & Montefeltro”, al settore fieristico e congressuale". 
L'assessore Fabio Galli, presidente dell'Agenzia commentava: "In un momento in cui l’incertezza è totale sulla sopravvivenza di questo strumento prezioso, non solo per le risorse ma anche come luogo di confronto e rappresentanza degli attori pubblici e privati del territorio, riuscire a mantenere un bilancio di quasi un milione di euro sia un risultato considerevole, che ci consente di proseguire con le azioni individuate come strategiche nel corso di questi anni”
Un milione di euro stanziati per la promozione turistica a sostegno delle varie Associazioni di categoria, mentre per i lavoratori che denunciano il furto del salario, il ricatto dei padroni, la violenza dello sfruttamento, l'abuso dei contratti irregolari (come quello a chiamata), ovvero l'illegalità subita spetta solo l'esclusione dalla piena cittadinanza e l'espulsione dalla città.

DATI RAPPORTO ECONOMIA CAMERA COMMERCIO: LA RETORICA DELLA CRISI PER IL TURISMO NON VALE!

Dalla sintesi del rapporto sull'economia presentato dalla Camera di Commercio di Rimini presso l'aula magna dell'Università il 25 marzo 2013, si evince che nell’anno 2012, in provincia di Rimini, si sono registrati 3.196.584 arrivi – 2.462.977 arrivi italiani (77,1% sul totale) e 733.607 arrivi esteri (22,9%) – e 15.983.745 presenze – 11.968.098 presenze italiane (74,9% sul totale) e 4.015.647 presenze estere (25,1%).
In termini di variazioni percentuali 2012-2011, per ciò che riguarda gli arrivi, si evidenzia un aumento dell’1,8% mentre per ciò che concerne le presenze, si rileva una diminuzione dell’1,6%; nello specifico: +0,1% gli arrivi italiani e +8,2% gli arrivi esteri, -3,8% le presenze italiane e +5,7% le presenze estere.

GRANDI EVENTI ESTATE 2013:
200 mila persone alla Molo street Parade 2 Milioni di presenze nel week end della Notte rosa, oltre 15.000 persone in transito all'aeroporto Fellini di Miramare.

DISOCCUPAZIONE STAGIONALE
12.300 sono secondo i dati Inps le domande per la disoccupazione stagionale presentate dopo l'estate del 2012 nella sola provincia di Rimini. La Riforma del lavoro targata Fornero, su richiesta della finanza globale e con l'avvallo del governo nazionale, ha sostanzialmente tagliato e ridefinito importanti ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali e non (con l'introduzione dell'Aspi e della MiniAspi a discapito della disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti), una riforma che produrrà e sta già producendo nuove povertà nel silenzio più assoluto delle Istituzioni locali. Il rischio è che per quei 12.300 lavoratori quest'anno ci siano pochi spiccioli a disposizione.

Proposte e richieste
Il 14 marzo 2013 il consiglio comunale di Rimini ha approvato un ordine del giorno sul tema ancora
totalmente disatteso: non è stata ancora realizzata dal Comune di Rimini la campagna informativa sui diritti dei lavoratori, ne è stata resa nota la cosiddetta “white list” degli alberghi virtuosi rispettosi del CCNL del Turismo.
Mentre amministrazione e associazioni di categoria vanno a braccetto nella promozione dei grandi eventi, intorno ai quali molto ci sarebbe da dire, e la retorica sicuritaria colpisce senza tetto, migranti e povertà estrema, i lavoratori e le lavoratrici stagionali continuano a vivere condizioni di ricatto, semi schiavitù e precarietà estrema.
La "Campagna Sociale per l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato nel turismo – Estate 2013" si pone l'obiettivo di informare i lavoratori sui loro diritti e al contempo di promuovere azioni concrete di autorganizzazione per sottrarsi collettivamente all'afflizione imposta dai ricatti della finanza e dei padroni di casa nostra.
Siamo consapevoli che per poter fare questo sia necessario pungolare le Istituzioni locali e in particolar modo la Provincia sia rispetto al turismo che alle politiche del lavoro. Chiederemo, pertanto, ufficialmente un incontro con il Presidente della Provincia e gli Assessori con delega al Turismo e al Lavoro presentando 5 richieste minime sulle quali vogliamo risposte immediate, visti i dati sopraccitati.
Ecco le proposte:
- Campagna sociale pubblica e informativa sulla legalità' nelle relazioni di lavoro nelle aziende turistiche;
- Creazione di una multi-agenzia delle Istituzioni locali e del terzo settore per sostenere i lavoratori e le lavoratrici stagionali che denunciano;
- Assistenza dei lavoratori attraverso l'istituzione di un fondo per un reddito di sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici vittime del LGS, e la messa a disposizione per tutta la stagione di alloggi per i lavoratori che li sottraessero dalle pratiche di assoggettamento proprie della convivenza nel luogo di lavoro;
- la creazione di strutture abitative ad hoc per le lavoratici in transito nel territorio, utilizzando, magari, i tanti spazi abbandonati e non utilizzati della nostra città anche per far fronte all'emergenza come quella accaduta mercoledì notte alla giovane lavoratrice stagionale;
- Creazione di un marchio di qualità' “white list” per le aziende turistiche rispettose del contratto nazionale del turismo che renda noto per i tanti turisti che ci stanno inviando mail e messaggi in rete, quali sono gli alberghi che non sfruttano il personale.

In conclusione all'assessore provinciale al turismo Fabio Galli, vogliamo chiedere:
se l'assessorato spende più di un milione di euro per la promozione turistica, quanti sono i soldi investiti per i lavoratori stagionali che denunciano l'illegalità subita?
Non citateci i pochi spiccioli stanziati sui progetti di lotta alla tratta e al Lavoro sfruttato, vittime della spending review, perché quando i lavoratori si ribellano, come accaduto a Lucia, rimane solo la strada e l'espulsione dal territorio.
Noi siamo qui oggi perché questi fatti gravissimi siano parte della memoria collettiva così come siano chiare le responsabilità di chi continua “a far spallucce” sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali continuando a nascondersi dietro l'illegalità dei soggetti più vulnerabili come i venditori ambulanti, le prostitute, i senza fissa dimora.
Reddito, Diritti, Dignità per tutti e tutte!
Ass. Rumori sinistri e ADL Cobas Emilia Romagna