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giovedì 23 luglio 2015

Rimini - Lavoro Gravemente sfruttato nel turismo. Comunicato Stampa in merito alla lettera del Sindaco a Poletti, Ministro del Lavoro


Nel marzo 2013 un ODG sul Lavoro Gravemente Sfruttato  imponeva impegni precisi al Sindaco e alla Giunta comunale della città di Rimini.
Nulla è stato fatto in due anni, con chiare responsabilità politiche dei nostri amministratori in merito all'illegalità endemica nei rapporti lavorativi negli alberghi e nelle aziende turistiche riminesi.
Oggi una semplice lettera è stata inviata dal Sindaco al Ministro del lavoro, Giuliano Poletti, anche lui del PD, Ministro ed ex presidente Legacoop, responsabile della cancellazione dello Statuto dei lavoratori e di un sistema di organizzazione del lavoro basato sull'umiliazione e i ricatti.

La precarietà è vita. 

Solo nella nostra Regione sono stati "attivati" più di 8milioni di voucher, ci dicono che moltissimi vengono utilizzati nelle aziende turistiche del territorio.
Riceviamo continuamente telefenate di lavoratori e lavoratrici occupati nel settore in grave difficoltà per i ritmi produttivi e i disagi economici ed abitativi.
Quattro di loro vivono al Villino Ricci occupato dopo il sequestro di casa madiba e lo sgombero di Villa Flo perchè non riescono a pagarsi un affitto.

La ricerca della giustizia sociale e del rispetto della legalità non ha trovato nessun appoggio economico ed assistenziale negli enti locali, poiché i Comuni della Riviera Romagnola non garantisco un reddito di sostegno per chi denuncia il proprio sfruttatore ne un sistema di accoglienza abitativa diffusa e temporanea per i lavoratori e le lavoratrici in transito nel territorio che potrebbe essere utilizzato per rispondere anche all'emergenza abitativa tout court.

Abbiamo aspettato due anni e quattro mesi per vedere un piccolo segnale.
Troppo tardi, troppo poco caro Sindaco. A fine corsa sa un pò come la questione del referendum sull'Acqua del 2011 prima della passata tornata amministrativa... Game over!

La campagna elettorale è appena iniziata, se qualcuno ha intenzione di farsi raggirare dagli spot delle propaganda renziana territoriale faccia pure, noi intanto stiamo lavorando alla Campagna per l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato nel turismo, riprendendo gli strikers dello Sciopero Sociale​, per generalizzare le lotte anche in questo settore.

Perchè nelle prossime scadenze nazionali, nelle campagne per il reddito, per il salario minimo europeo ci sia anche la voce dei lavoratori e delle lavoratrici di questo settore.
Reddito Diritti Dignità
Ass. Rumori Sinistri - ADL Cobas E.R.

lunedì 29 giugno 2015

Rimini - Presentazione del Libro: "Nuovi Schiavi. Il Lavoro nell'Italia del Jobs Act "

Ass. Rumori sinistri promuove:

Giovedì 2 Luglio ore 18.00
PIAZZA CAVOUR (Rimini)
"Nuovi Schiavi. Il Lavoro nell'Italia del Jobs Act "
Presentazione del libro con l'autore Antonio Musella (reporter)
 
​IL LIBRO:
"Nuovi schiavi: il lavoro nell'Italia del Jobs Act" di Antonio Musella è un lavoro d’inchiesta che racconta, attraverso una mappatura delle lotte di resistenza, “un Paese che vive nell’ossessione del lavoro e nella dannazione della sua mancanza”, alla quale si affianca una condizione economica di base che coinvolge sempre più italiani, ovvero la mancanza di reddito. Una realtà, quella del mercato del lavoro italiano, in cui il lavoro diviene una concessione da parte dei datori di lavoro verso i lavoratori, poveri e ricattabili, ai quali non resta che accettare condizioni di lavoro che non ha nulla a che fare con la dignità del lavoro stesso.
Il libro ha il merito di interrogarsi anche sulle possibilità di ricomposizione di questa pluralità di soggetti che, pur debole, non smette mai di organizzarsi e lottare, sulla solitudine che la precarietà determina in molti lavoratori, sull'efficacia e i limiti dello sciopero sociale del Novembre scorso, adottando il punto di vista di chi conosce e ha vissuto da vicino le lotte dei lavoratori, da Termini Imerese alle rivendicazioni dei Chainworkers di chi non vuole solo descrivere, ma cambiare lo stato di cose presente.
Passando dal Sulcis, arrivando al lavoro violento nella grande distribuzione organizzata delle grandi coop, Musella dedica un capitolo alla condizione dei lavoratori stagionali della Riviera Romagnola e alle lotte che hanno caratterizzato le rivendicazioni sindacali degli stagionali, impiegati attraverso contratti part time utili solo a nascondere condizioni lavorative che parlano di grave sfruttamento, di violenze psicologiche e fisiche, di mancate retribuzioni e di metodi di reclutamento del personale, soprattutto straniero, attraverso la figura ottocentesca del caporale.
Un lavoro da schiavi, appunto.
Partendo dall’inchiesta di Musella, ragioneremo, insieme a chi parteciparà (delegat* sindacali, consiglieri comunali, attivisti/e, cittadini/e) della resistenza di chi già lotta contro il Jobs Act appena approvato e delle forme di organizzazione che occorre sperimentare per affrontare una strutturale condizione individualista determinata dalla paura e dalla ricattabilità dei lavoratori del ventunesimo secolo.
Vi aspettiamo.
Con il popolo greco! No Austerity! OXI!
Ass. Rumori Sinistri RIMINI

domenica 28 giugno 2015

Turismo è ora di cambiare. Comunicato Adl Cobas e Rumori Sinistri

“Grandi eventi estivi, sfruttamento lavorativo, mancate politiche di sistema nel distretto turistico romagnolo”


Alcun* Delegat* ADL Cobas di Rimini e volontar* dell’associazione Rumori Sinistri sono stati alle sessioni aperte di lavoro promosse dalla T.A.Z. Rimini Calling presso l’ex hotel Villa Manzi a Rivabella. Sono stati tre giorni importanti e significativi per l’avanzamento di analisi anche rispetto ai dispositivi di governance che caratterizzano il principale settore economico del territorio, il turismo.
La politica dei grandi eventi, incarnata nel nuovo brand RIMINING, si accompagna ai conosciuti fenomeni di grave sfruttamento lavorativo e/o forme di lavoro gratuito soprattutto per i lavoratori e le lavoratrici del distretto del Loisir.
I grandi eventi estivi non solo sono dispositivi di brandizzazione e svendita del territorio e della città ma non incentivano nemmeno maggiori flussi turistici se non quelli mordi e fuggi che spesso si accompagnano a fenomeni di alcolismo e disagio diffuso senza nessuna politica attiva di riduzione del danno e di informazione e orientamento sulle sostanze.
Sono tante le persone delle attività turistiche che in questi giorni – durante la T.A.Z. – abbiamo incontrato e che ci hanno manifestato tutto il disagio e le difficoltà per le mancate politiche complessive e di sistema del distretto turistico territoriale.
Mentre aumenta l’uso diffuso e massiccio di voucher, lo sfruttamento lavorativo generalizzato e l’impoverimento diffuso dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali ma anche di molte imprese turistiche anche grazie alle riforme del mercato del lavoro del PD (dalla Fornero al Jobs Act), il Sindaco Andrea Gnassi, continua nelle sue campagne di marketing sempre più autoreferenziale, personalistico e clientelare (si veda il caso del Coconuts e del Comitato Rimini Porto al quale è stata delegata la gestione di tutta l’organizzazione della Molo Street Parade), lasciando le zone più periferiche del litorale sprovviste di servizi, trasporti e politiche integrate e di rigenerazione del mercato turistico.
E’ in questo contesto che avviene il licenziamento della delegata sindacale della Filcams presso un hotel di Riccione, una vera e propria rappresaglia antisindacale. A questa lavoratrice e a tutti i lavoratori e le lavoratrici stagionali che si ribellano e si organizzano per reclamare maggiori diritti e il rispetto della legalità nelle aziende turistiche va tutta la nostra solidarietà e il nostro rispetto.
È il tempo di cambiare. Florentina ed Eva vivono!
ADL Cobas – Ass. Rumori Sinistri Rimini

mercoledì 13 maggio 2015

Su Forza Nuova e Barocci (Adac Cesenatico): contro neofascisti e sfruttatori costruiamo un’Europa di diritti contro l’austerità




In questi giorni Forza Nuova ha annunciato che metterà in campo qualsiasi mezzo atto ad ostacolare l’attività alberghiera degli imprenditori turistici che hanno scelto di ospitare i profughi nei loro alberghi.
A tale proposito Forza Nuova ha stilato una lista nera degli alberghi che utilizzerà per boicottare le strutture turistiche  attraverso una campagna mediatica dai contorni xenofobi.

A  lanciare l’allarme è il presidente dell’ADAC (Associazione degli albergatori di Cesenatico) di Cesenatico Giancarlo Barocci, non tanto mosso dal rifiuto di una cultura xenofoba, e dalle sue pericolose conseguenze sociali,ma piuttosto mosso dalla preoccupazione che tale campagna possa avere sull’indotto nel settore turistico.

Cogliamo l’occasione per muovere due critiche: all’indomani dell’arrivo dei profughi a Cesenatico, l’ex assessore e vice sindaco Vittorio Savini, insieme al presidente Barocci, su iniziativa della Lega, si unirono nell’esprimere la loro contrarietà all’ospitalità dei rifugiati nelle strutture alberghiere, adducendo che ciò, avrebbe rovinato l’immagine turistica della cittadina balneare. Di lì a poco la Lega Nord organizzò un vergognoso presidio davanti all’hotel che ospitava i rifugiati. Vista la deriva pericolosa che aveva preso tale iniziativa, Vittorio Savini  prese le distanze dalle iniziative del suo partito, dapprima disertando i presidi, e poi rimettendo il suo mandato. Noi diciamo che un Assessore al turismo e Vice sindaco non può lavarsi coscienza e mani con una semplice dimissione dall’incarico, lasciando questo paese in mano ad una cultura deteriore. Per quanto riguarda la posizione di Barocci, ugualmente discutibile, non è accettabile che chi ha contribuito ad alimentare l’odio xenofobo, ora si preoccupi di salvare gli interessi di  una classe di imprenditori messa in pericolo dalle minacce di Forza Nuova. Chi ha appoggiato tali iniziative si deve prendere la responsabilità di fronte all’intera comunità, e a quelle associazioni che fin da subito hanno intuito la deriva dell’odio razziale ed il suo impatto sociale.
Non è in pericolo l’economia turistica, che utilizza il Lavoro Gravemente Sfruttato dei lavoratori stagionali insieme a forme di paraschiavismo per ottenere il massimo profitto, ma la salvaguardia di coloro che fuggono da guerre e devastazione prodotte dalle politiche neocolonialiste, signor Giancarlo Barocci, ed è un nostro dovere accoglierli e accoglierli senza speculare economicamente e politicamente su di essi a partire magari dal recupero, per scopi abitativi, delle colonie dismesse o dei tanti edifici non utilizzati che potrebbero poi essere destinati anche a tutti quei cittadini in lista di attesa per gli alloggi popolari o in estrema emergenza abitativa dovuti agli sfratti.

Ed è chiaro che i LUOGHI COMUNI che animano la propaganda xenofoba che sia quella della Lega Nord o di Forza nuova, poco importa, non aiutano a porre una critica importante a questo modello di accoglienza emergenziale e improvvisato che poco a che fare con la necessità di rispondere a servizi efficaci per chi è in fuga da guerre persecuzioni che NOI occidentali abbiamo alimentato e prodotto nei territori di provenienza. La guerra in Libia è lì a ricordarcelo.

Sfatiamo ad esempio il luogo comune per cui i migranti ricevono 35 euro al giorno. Non è vero!!!
I 35 euro quotidiani messi a disposizione dal ministero dell’Economia (e attinti per la maggior parte dal Fondo Europeo per i Rifugiati) servono per una serie di necessità nella gestione dell’accoglienza, dalla manutenzione dei locali, al cibo, fino alla paga degli operatori che assistono i rifugiati 24 ore al giorno, sono soldi che ricadono sui territori (locali sono gli operatori, locali i supermarket in cui si acquista il cibo…). I soldi che materialmente ogni giorno vengono assegnati ai richiedenti asilo ammontano invece a 2,5 euro. Pari a 75 euro al mese e spesso in molti progetti soprattutto al centro sud, ma non solo, nemmeno li ricevono.

Le politiche improntate fino ad ora dall’Unione Europea e dall’Italia rispetto al tema dei rifugiati sono Politiche di contenimento e non di accoglienza all' insegna dei rimpatri forzati dai paesi di transito a quelli di origine. Il diritto d'asilo è lasciato in mano alle polizie o ai trafficanti di essere umani (che sono il prodotto della Fortezza Europa), oppure a imprenditori delle disgrazie che si arricchiscono come accaduto con la vicenda di MAFIA CAPITALE sulle spalle delle persone che avrebbero diritto ad avere un’accoglienza degna e altrettanti servizi utili a rielaborare le ferite delle torture, delle persecuzioni che subiscono nel disperato tentativo di raggiungere l’Europa.

Un Europa blindata dal regolamento di Dublino, approvato nella sua prima stesura dall’allora Ministro dell’Interno Maroni (Lega Nord), regolamento che impedisce la libertà di spostamento nel territorio europeo lì dove sarebbe possibile contare su reti parentali, rigiocare conoscenze linguistiche, competenze professionali e ricercare lavoro in un mercato più ampio, obbligando i rifugiati a restare nel territorio di arrivo, dove vengono schedati ed identificati con la procedura del fotosegnalamento e delle impronte digitali.

Proseguono così le politiche di morte dell’Unione Europea alimentate da chi – come Forza Nuova o la Lega Nord - nei territori specula sulla pelle dei rifugiati per un puro tornaconto soffiando sugli istinti più bassi, della guerra ai poveri.

Pertanto chi alimenta propaganda xenofoba su questi temi gridando “prima gli Italiani” dimenticando di ricordare le responsabilità dell’Europa rispetto alle politiche di contenimento e controllo sui migranti, a quelle di politica estera (guerrafondaie) ma anche e soprattutto quelle di austerità è perfettamente funzionale a mantenere questo stato di cose.

Il problema allora non è accogliere i rifugiati in fuga da guerre e morte, ma quello di costruire un’Europa di diritti e dignità per tutti e tutte contro la Fortezza Europa e dell’austerità.

Per questo ad esempio alla drammatica mancanza di case popolari si può rispondere in due modi, o dicendo “prima gli italiani”, o affermando “più case per tutti”. La prima soluzione si fonda sulla logica del forte contro il debole e genera una guerra tra senzatetto che favorisce gli speculatori, le clientele e i palazzinari. La seconda soluzione si fonda sulla logica della cooperazione tra i deboli contro il forte e apre uno scontro tra “senzatetto - sfrattati” e “palazzinari”, un conflitto verticale tra il basso e l’alto della società, tra sfruttati e sfruttatori.

E’ in questa direzione che dobbiamo guardare se vogliamo un futuro degno per tutti e tutte non a quella propinata da Forza Nuova, dalla Lega Nord ma nemmeno quella dai Barocci di turno.


Ass. Rumori Sinistri – ADL Cobas Emilia Romagna

mercoledì 15 aprile 2015

Comunicato stampa: Albergatori violenti contro lavoratori e ispettori del lavoro: via subito la licenza!




Qualche settimana fa sulle pagine dei quotidiani locali è apparsa la notizia che due albergatori di Cesenatico (padre e figlio) sono stati condannati rispettivamente a 5 e 6 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale in concorso e lesioni personali ai danni di due ispettori del lavoro.

Come recita una nota di Living Cesenatico, era il 19 giugno 2009, quando nella struttura ricettiva di Cesenatico si presentarono due ispettori del lavoro per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente dell’hotel. Visita poco gradita dai due albergatori (padre e figlio) che, nel corso del controllo disposto dalla Direzione Territoriale di Forlì-Cesena, hanno avuto un comportamento aggressivo con urla e minacce, opponendo resistenza ai due pubblici ufficiali incaricati dell’ispezione, impedendogli di condurre e continuare il controllo. Inoltre gli albergatori hanno allontanato, con violenza, i due ispettori. Il figlio, anche lui gestore dell’hotel insieme al padre, aveva anche procurato lesioni a uno dei due ispettori. Trauma toracico e danneggiamento del cavo orale, con una prognosi di 8 giorni.

Conosciamo bene questi due albergatori,  in particolare il padre, poiché nell’estate del 2011 sono stati coinvolti in una vicenda simile di violenza ed aggressionequesta volta però ai danni di 4 lavoratrici presso un’altra struttura ricettiva di Gatteo Mare che i due albergatori gestivano insieme.

Le quattro lavoratrici – due delle quali sono state reclutate attraverso reti internazionali ed agenzie di intermediazione rumene - hanno richiesto informazioni agli attivisti di “Rumori Sinistri”, e più precisamente allo Sportello informativo per lavoratori e lavoratrici stagionali.
Dal momento che molto spesso il Lavoro Gravemente Sfruttato è supportato da dispositivi paraschiavistici che vengono utilizzati per produrre profitto illegale, le lavoratrici (su sollecitazione degli attivisti di Rumori sinistri) hanno deciso di seguire un percorso di emersione, attraverso l’invio di una richiesta ispettiva agli organi preposti. Il tentativo tuttavia non ha conseguito gli obiettivi desiderati, dal momento che l’albergatore è stato informato delle intenzioni delle lavoratrici da alcune colleghe. Conseguentemente, tre delle quattro cameriere ai piani che si sonno rivolte allo sportello informativo, hanno fatto ricorso alle cure del locale Pronto Soccorso, in seguito alla violenza verbale e alle minacce agite dal datore di lavoro venuto a conoscenza della denuncia presentata agli organi ispettivi. Nei referti del PS si leggeva: “crisi di panico, stress psicofisico” con prognosi dai 7 ai 3 giorni. Durante la permanenza al PS alle tre lavoratrici sono stati somministrati alcuni ansiolitici.

Solo attraverso il prezioso contributo dell’avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Forlì (consulente legale di ADL Cobas e Rumori Sinistri), è stato possibile curare al meglio e presentare l’esposto trasformandolo  in una querela per il reato di “riduzione in schiavitù”. Infatti il 17 maggio 2012 l'avvocato, in possesso di specifiche procure notarili inviategli dalle quattro lavoratrici dalla Romania, depositava presso il comando dei carabinieri di Cesena un fascicolo di cinquanta pagine, nel quale si esponevano i fatti avvenuti. Neanche un anno dopo la denuncia (marzo 2013), il GIP ha disposto un decreto penale di condanna ai danni dell'albergatore.
Il decreto di condanna a carico dell'albergatore, benché contenga quasi tutti gli elementi indicati in denuncia, era stato qualificato dalla Procura come artt.610 comma 1 C.P. e 81 comma secondo C.P.
La Procura ha inteso riqualificare il fatto da "riduzione in schiavitù" e "mobbing" in una ipotesi sempre procedibile d'ufficio ma senz'altro meno grave di quella iniziale: violenza privata aggravata.

L'udienza di domani - giovedì 16 aprile presso il Tribunale di Forlì - è quindi lo step successivo al ricorso che l'albergatoreha presentato attraverso i suoi legali per impugnare il decreto penale dicondanna e sarà un’udienza molto importante perché le quattro lavoratrici testimonieranno davanti al giudice in quanto si sono costituite parte civile contro l’albergatore VIOLENTO, reo anche di insolvenza parziale del salario come testimoniato dai conteggi elaborati da ADL Cobas e che verranno presentati durante il dibattimento.

Il presente procedimento penale rappresenta quindi – ha affermato Sandra Polini di Rumori sinistri e delegata sindacale ADL Cobas - un ulteriore occasione per far emergere al meglio la vicenda dal momento che in questo procedimento, tramite l'avvocato Raffele Pacifico, le lavoratrici si sono costituite parte civile”. “Il primo risultato di un percorso dove si pone al centro - continua Polini - non solo l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato ma anche l’autorganizzazione delle lavoratrici”, capaci di agire conflittualità contro una piccola impresa, ma paradigmatica dell’essenza del capitalismo odierno.

Per Sandra Polini (delegata sindacale ADL Cobas e volontaria dell’associazione Rumori Sinistri), che a sua volta è stata querelata dall’albergatore violento in un procedimento che vedrà la prima udienza a novembre 2015, sono almeno due le riflessioni su questa vicenda: “ADL Cobas e Rumori Sinistri chiederanno alle istituzioni preposte che di fronte a questo tipo di recidiva venga tolta la licenza a tutti quegli albergatori che agiscono la violenza su un duplice binario. Da un lato come strumento di sfruttamento ai danni dei lavoratori stagionali dall’altro come strumento di difesa contro i pubblici ufficiali incaricati dalle Direzioni Territoriali del Lavoro delle ispezioni, impedendogli di condurre il controllo per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente degli hotels.”

L’illegalità diffusa nell’ambito di questo settore economico agita su vari livelli dagli imprenditori del turismo, ha da sempre goduto da parte di tutte le realtà istituzionali e dalle stesse amministrazioni  di un alto grado di tolleranza. “È un aspetto di una cultura che è radicata in questo territorio – prosegue Sandra Polini - e che è stata messa in discussione attraverso un lavoro intelligente e coraggioso , fatto di inchieste e denunce, ma anche di autorganizzazione delle lavoratrici stagionali, azioni finalizzate a cambiare il volto di questa economia che utilizza il Lavoro Gravemente Sfruttato e forme di para schiavismo per sostenersi. E’ arrivato il momento che le Istituzioni agiscano contro questi imprenditori del turismo violenti e professionisti dell’illegalità”.

DIRITTI REDDITO DIGNITA’
ADL Cobas – ass.Rumori Sinistri Rimini