lunedì 20 aprile 2015

Rimini - PRESIDIO PUBBLICO BASTA STRAGI NEL MEDITERRANEO: Make Europe not Borders. Canali di arrivo garantito SUBITO!

PRESIDIO PUBBLICO BASTA STRAGI NEL MEDITERRANEO: Make Europe not Borders. Canali di arrivo garantito SUBITO! >>Martedì ore 18.30 Piazza Cavour<<

 Dopo l'ennesima strage avvenuta nel Mare Mediterraneo che mai come oggi ci ricorda le fosse comuni del nazifascismo, vogliamo esprimere il nostro dolore ma anche la nostra rabbia verso coloro che sono i responsabili di questi stragi e di questo sterminio.
Dopo l'ennesima tragedia che ha colpito centinaia e centinaia di profughi morti nel disperato tentativo di fuggire da guerre e povertà, vedere ancora una volta il cordoglio dei politici e delle autorità fa ancora più rabbia.
Il cordoglio non è innocente, perché tutti gli attori, l'Unione Europea, la comunità internazionale così come lo Stato italiano, sono unicamente interessati a contenere, bloccare e reprimere i flussi migratori non contando che, banalmente, queste persone fuggono da guerre da noi provocate o dai cambiamenti climatici che il nostro occidente contribuisce ed alimenta.
L’Europa ha finanziato i lager per migranti in Libia, ha istituito il fondo per i rimpatri siglando accordi di riammissione con tutti i paesi dell'Africa, ha approvato il regolamento di Dublino (un dispositivo violentissimo sul diritto di spostamento dei rifugiati) poichè impone al paese in cui gli sbarchi avvengono di prendersi totalmente carico di chi sbarca.
E l’Italia in tutto questo non è esente dalle responsabilità. Ce lo ricordano ogni giorno la Legge Bossi/Fini fabbrica di clandestinità e del rapporto servilistico fra permessi di soggiorno e contratto di lavoro, i CIE (nuovi lager) dove chi arriva vivo e sopravvive ai naufragi viene rinchiuso per diciotto mesi. Ce lo ricorda il Lavoro Gravemente Sfruttato prodotto dal Testo Unico sull'Immigrazione e dalle riforme del lavoro (Fornero e Jobs Act) che si manifesta nelle campagne del sud Italia dove i rifugiati lavorano come schiavi, nello sfruttamento nel settore turistico e in quello della cura/assitenza domiciliare. Ma anche agli angoli dei semafori e nei parcheggi delle nostre città.
A ciò si aggiungono gli scandali come quello di mafia capitale e il business sull'accoglienza sulla pelle di queste persone. Così migliaia di rifugiati in tutta Europa per vivere in condizioni dignitose sono costrette ad occupare case - come avvenuto a Casa Madiba dopo la fine dell'Emergenza Nord Africa - per non morire in qualche fabbrica abbandonata, o non cadere nel girone infernale della marginalità sociale e divenire homeless come condizione permanente di vita.
La dignità e il rispetto della vita umana vengono prima di tutto. Per questo è importante partecipare. Non restare in silenzio. Agire e moltiplicare le lotte antirazziste e contro i confini, per l'Europa che vogliamo. L’alternativa è accettare di essere complici di questo sterminio, perché non agire oggi è come essere conniventi. Ce lo chiedono i morti ma anche chi è sopravvissuto e vive qui accanto a noi.
#MakeEurope #NoBorders #StopEuropaFortezza #FightRacism

mercoledì 15 aprile 2015

Comunicato stampa: Albergatori violenti contro lavoratori e ispettori del lavoro: via subito la licenza!




Qualche settimana fa sulle pagine dei quotidiani locali è apparsa la notizia che due albergatori di Cesenatico (padre e figlio) sono stati condannati rispettivamente a 5 e 6 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale in concorso e lesioni personali ai danni di due ispettori del lavoro.

Come recita una nota di Living Cesenatico, era il 19 giugno 2009, quando nella struttura ricettiva di Cesenatico si presentarono due ispettori del lavoro per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente dell’hotel. Visita poco gradita dai due albergatori (padre e figlio) che, nel corso del controllo disposto dalla Direzione Territoriale di Forlì-Cesena, hanno avuto un comportamento aggressivo con urla e minacce, opponendo resistenza ai due pubblici ufficiali incaricati dell’ispezione, impedendogli di condurre e continuare il controllo. Inoltre gli albergatori hanno allontanato, con violenza, i due ispettori. Il figlio, anche lui gestore dell’hotel insieme al padre, aveva anche procurato lesioni a uno dei due ispettori. Trauma toracico e danneggiamento del cavo orale, con una prognosi di 8 giorni.

Conosciamo bene questi due albergatori,  in particolare il padre, poiché nell’estate del 2011 sono stati coinvolti in una vicenda simile di violenza ed aggressionequesta volta però ai danni di 4 lavoratrici presso un’altra struttura ricettiva di Gatteo Mare che i due albergatori gestivano insieme.

Le quattro lavoratrici – due delle quali sono state reclutate attraverso reti internazionali ed agenzie di intermediazione rumene - hanno richiesto informazioni agli attivisti di “Rumori Sinistri”, e più precisamente allo Sportello informativo per lavoratori e lavoratrici stagionali.
Dal momento che molto spesso il Lavoro Gravemente Sfruttato è supportato da dispositivi paraschiavistici che vengono utilizzati per produrre profitto illegale, le lavoratrici (su sollecitazione degli attivisti di Rumori sinistri) hanno deciso di seguire un percorso di emersione, attraverso l’invio di una richiesta ispettiva agli organi preposti. Il tentativo tuttavia non ha conseguito gli obiettivi desiderati, dal momento che l’albergatore è stato informato delle intenzioni delle lavoratrici da alcune colleghe. Conseguentemente, tre delle quattro cameriere ai piani che si sonno rivolte allo sportello informativo, hanno fatto ricorso alle cure del locale Pronto Soccorso, in seguito alla violenza verbale e alle minacce agite dal datore di lavoro venuto a conoscenza della denuncia presentata agli organi ispettivi. Nei referti del PS si leggeva: “crisi di panico, stress psicofisico” con prognosi dai 7 ai 3 giorni. Durante la permanenza al PS alle tre lavoratrici sono stati somministrati alcuni ansiolitici.

Solo attraverso il prezioso contributo dell’avvocato Raffaele Pacifico del Foro di Forlì (consulente legale di ADL Cobas e Rumori Sinistri), è stato possibile curare al meglio e presentare l’esposto trasformandolo  in una querela per il reato di “riduzione in schiavitù”. Infatti il 17 maggio 2012 l'avvocato, in possesso di specifiche procure notarili inviategli dalle quattro lavoratrici dalla Romania, depositava presso il comando dei carabinieri di Cesena un fascicolo di cinquanta pagine, nel quale si esponevano i fatti avvenuti. Neanche un anno dopo la denuncia (marzo 2013), il GIP ha disposto un decreto penale di condanna ai danni dell'albergatore.
Il decreto di condanna a carico dell'albergatore, benché contenga quasi tutti gli elementi indicati in denuncia, era stato qualificato dalla Procura come artt.610 comma 1 C.P. e 81 comma secondo C.P.
La Procura ha inteso riqualificare il fatto da "riduzione in schiavitù" e "mobbing" in una ipotesi sempre procedibile d'ufficio ma senz'altro meno grave di quella iniziale: violenza privata aggravata.

L'udienza di domani - giovedì 16 aprile presso il Tribunale di Forlì - è quindi lo step successivo al ricorso che l'albergatoreha presentato attraverso i suoi legali per impugnare il decreto penale dicondanna e sarà un’udienza molto importante perché le quattro lavoratrici testimonieranno davanti al giudice in quanto si sono costituite parte civile contro l’albergatore VIOLENTO, reo anche di insolvenza parziale del salario come testimoniato dai conteggi elaborati da ADL Cobas e che verranno presentati durante il dibattimento.

Il presente procedimento penale rappresenta quindi – ha affermato Sandra Polini di Rumori sinistri e delegata sindacale ADL Cobas - un ulteriore occasione per far emergere al meglio la vicenda dal momento che in questo procedimento, tramite l'avvocato Raffele Pacifico, le lavoratrici si sono costituite parte civile”. “Il primo risultato di un percorso dove si pone al centro - continua Polini - non solo l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato ma anche l’autorganizzazione delle lavoratrici”, capaci di agire conflittualità contro una piccola impresa, ma paradigmatica dell’essenza del capitalismo odierno.

Per Sandra Polini (delegata sindacale ADL Cobas e volontaria dell’associazione Rumori Sinistri), che a sua volta è stata querelata dall’albergatore violento in un procedimento che vedrà la prima udienza a novembre 2015, sono almeno due le riflessioni su questa vicenda: “ADL Cobas e Rumori Sinistri chiederanno alle istituzioni preposte che di fronte a questo tipo di recidiva venga tolta la licenza a tutti quegli albergatori che agiscono la violenza su un duplice binario. Da un lato come strumento di sfruttamento ai danni dei lavoratori stagionali dall’altro come strumento di difesa contro i pubblici ufficiali incaricati dalle Direzioni Territoriali del Lavoro delle ispezioni, impedendogli di condurre il controllo per verificare il rispetto delle norme in materia di lavoro nei confronti del personale dipendente degli hotels.”

L’illegalità diffusa nell’ambito di questo settore economico agita su vari livelli dagli imprenditori del turismo, ha da sempre goduto da parte di tutte le realtà istituzionali e dalle stesse amministrazioni  di un alto grado di tolleranza. “È un aspetto di una cultura che è radicata in questo territorio – prosegue Sandra Polini - e che è stata messa in discussione attraverso un lavoro intelligente e coraggioso , fatto di inchieste e denunce, ma anche di autorganizzazione delle lavoratrici stagionali, azioni finalizzate a cambiare il volto di questa economia che utilizza il Lavoro Gravemente Sfruttato e forme di para schiavismo per sostenersi. E’ arrivato il momento che le Istituzioni agiscano contro questi imprenditori del turismo violenti e professionisti dell’illegalità”.

DIRITTI REDDITO DIGNITA’
ADL Cobas – ass.Rumori Sinistri Rimini

lunedì 13 aprile 2015

Comunicato stampa: Né contratti rumeni né contratti romagnoli



Sul caso delle agenzie rumene di reclutamento di manodopera a costi stracciati

In questi giorni si è aperto un dibattito intorno al tema della somministrazione transnazionale del  lavoro ovvero l’utilizzo di contratti estremamente vantaggiosi per le  imprese italiane offerti da  agenzie interinali e di intermediazione con sede in altri paesi UE, in particolare quelli più poveri come la Romania.
Su questo tema è dall’estate del 2008 che denunciamo, con prove e documentazione, la presenza non solo di queste agenzie di reclutamento ma di veri e propri mediatori/caporali che non svolgono solo il ruolo di intercettare la manodopera ma anche di controllarla attraverso dispositivi violentissimi e minacce personali.

Sandra Polini e Manila Ricci di ADL Cobas e volontarie e dell’associazione Rumori Sinistri ricordano “Ai  Sindacati confederali ma anche al Ministro Poletti, che si sono recentemente scandalizzati per la presenza di tali agenzie, che è da anni che si ricorre all’impiego di manodopera comunitaria attraverso queste fantomatiche agenzie di reclutamento, soprattutto nella Costa romagnola e nel comparto turistico/Stagionale”. A conferma di ciò “ricordiamo la protesta a fine stagione 2012 dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali - perlopiù rumeni - dell’Hotel LE CONCHIGLIE  di Riccione, che con il supporto dell’’associazione Rumori Sinistri promossero ed organizzarono diversi scioperi e picchetti per denunciare proprio questo tipo di situazione”.

 I lavoratori e le lavoratrici rumene dell’’Hotel erano stati assunti dalla Mediterranea Gestioni srl (che aveva in gestione diversi alberghi in tutta Italia non solo in località balneari ma anche di montagna) tramite una di queste agenzia di intermediazione, lavoratori e lavoratrici rumene che poi non erano state pagate dall’agenzia rumena che aveva stipulato contratti – definiti dalla DTL di Rimini del tutto irregolari in Italia - e con importi salariali in deroga al CCNL del settore (2 - 2,5 euro l’ora) e con l’assenza di ogni forma di tutela (INPS, INAIL) tipici del lavoro neoservile e Gravemente Sfruttato.
 

La vertenza durissima, che coinvolse anche il Comune di Riccione e l’ex sindaco Pironi che partecipò ad un tavolo presso la struttura alberghiera a seguito degli scioperi dei lavoratori che solo così ottennero il pagamento almeno di una misera mensilità (700 euro circa al mese per 12/13 ore al giorno e mancato giorno di riposo), è ancora in corso. Sandra Polini e Manila Ricci precisano a questo proposto che “Tre di questi lavoratori hanno tramite il legale Paola Urbinati, consulente di Rumori sinistri e ADL Cobas, presentato un decreto ingiuntivo (nel novembre 2012) contro la Mediterranea Gestioni srl a seguito della denuncia presso la DTL di Rimini che portò ad un verbale ispettivo che riconosceva proprio Mediterranea Gestioni come la somministratrice DIRETTA di lavoro e quindi controparte datoriale rispetto all’insolvenza dei salari e allo sfruttamento subito da questi lavoratori e non l’agenzia interinale rumena”.

Il decreto ingiuntivo ha permesso poi di partecipare al concordato preventivo, dato che la Mediterranea gestioni ne ha fatto richiesta, a fine 2012, al Tribunale di Pesaro (dove ha sede legale la società) poiché come frequentemente accade, l’utilizzo delle SRL nel settore turistico (si veda il caso ad es. dell’Hotel Mose della Costa Romagna Hotels) rappresentano l’ennesimo escamotage in mano alle categorie padronali per costruire un sistema societario di “scatole cinesi” utile a raggirare le norme, sfruttare i lavoratori e le lavoratrici stagionali, non pagare l’insolvenza prodotta a danno di fornitori e lavoratori e poi utilizzare il concordato preventivo per aggirare gli obblighi previsti  e dichiarare il fallimento delle società.

Nel caso dei lavoratori dell’hotel LE CONCHIGLIE la procedura è tuttora pendente e si attende l’approvazione del concordato per il 19 maggio 2015, i  lavoratori così tutelati e assistiti dal nostro Sportello e dall’avvocato Paola Urbinati sono stati inseriti in posizione privilegiata all’interno del concordato e una volta approvato potranno avere l’accesso al Fondo di Garanzia INPS. 


Sono passati ben tre anni perché questi lavoratori vedessero riconosciuti i loro diritti, una vicenda che avrà un lieto fine grazie al conflitto e alle forme autorganizzante di lotta che si sperimentarono nel settembre del 2012 ma anche grazie alla buona sinergia fra DTL, sindacalismo conflittuale e il legale. Se in queste situazioni non ci si attiva celermente nell’ottenere il riconoscimento del rapporto diretto fra il lavoratore e l’azienda italiana che utilizza le agenzie di intermediazione rumene per il reclutamento di manodopera,  in casa di mancato pagamento del salario da parte dell’agenzia interinale in Romania, il lavoratore non ha alcuna possibilità di esercitare i suoi diritti e di ottenere il pagamento di quanto dovuto se non sostenendo spese molto onerose per cause e processi. Quindi è fondamentale in queste situazioni rivolgersi alle DTL, agli sportelli sindacali per una prima tutela e denunciare questo abuso che pregiudica i propri diritti


Quindi – concludono Manila Ricci e Sandra Polini - siamo ben liete dell’attenzione posta al tema  da parte della Direzione generale per l’attività ispettiva con la circolare n.14 del 9 aprile 2015 del Ministero del Lavoro ed anche della denuncia dei confederali, ma a questi ultimi e al Ministro Poletti vogliamo ricordare che questo è un modus operandi oramai consolidato nella Riviera Romagnola, dove il meccanismo di precarizzazione e compressione del costo del lavoro” - inteso più propriamente come insieme di tutele e di diritti dentro e fuori i luoghi di lavoro – “ha devastato il sistema di garanzie e di tutele degli stessi lavoratori, riconducendo il lavoro a condizioni di produzione “cinesi” e all’utilizzo oramai consolidato di queste agenzie,  sulle quali nemmeno la Procura della Repubblica di Rimini ha mai proferito sentenza”.

Con il Jobs act queste situazioni non faranno che aumentare e se leggi non sono che lo specchio deformante della società e dei mutati rapporti di forza tra le categorie sociali, il nostro compito non può essere che costruire conflitti e lotte in ogni settore – anche in quello turistico - capaci di ribaltare questi rapporti di forza. La vicenda dell’hotel LE CONCHIGLIE è qui a dimostrarcelo, se si sciopera, ci si autorganizza sul piano della lotta e della difesa legale si VINCE.

ADL Cobas  e Ass. Rumori Sinistri RIMINI

lunedì 6 aprile 2015

Rimini: Da Natale a Venerdì Santo, il quinto homeless morto in condizioni disumane. La via crucis dei poverissimi.



Un nuovo povero è morto.
Apprendiamo dalla stampa che Venerdì Santo, a Rimini, un cittadino europeo senzacasa ha perso la vita in una dimora di fortuna: l'ex-Corial, un capannone abbandonato da moltissimi anni. La segnalazione è stata fatta dalle persone che hanno condiviso con lui quel tetto in quell'ultima notte e che, dopo aver informato le forze dell'ordine del decesso e dello stato di salute precario dell'uomo, sono state denunciate per invasione di edifici dagli stessi agenti.
Di fronte alla decisione assunta dagli amici del deceduto di collaborare con le forze dell’ordine per il bene dei famigliari del morto (l'uomo aveva un figlio in Italia), lo Stato ha risposto avviando un procedimento penale a loro carico.
Davanti ad un morto, ogni essere umano avrebbe agito in modo diverso. E' ancora presente un'amministrazione comunale nella nostra città che si interroga sulla frequenza così drammatica con cui i poveri stanno morendo e sulla efficacia o meno delle attuali politiche sociali ed abitative? In merito ad avvenimenti e fatti di natura sociale c'è ancora un'umanità da anteporre alle altre azioni o si è scelto di lasciare ai burocrati e alla Polizia la spiegazione che per questi poveri esiste solo la repressione da agire rispettivamente con il controllo sociale e le retate e i rastrellamenti? Nei confronti di queste quattro persone l'assessore Lisi e il dirigente comunale Mazzotti si sono attivati?
Da Natale ad oggi sono già cinque gli homeless deceduti nella nostra città. Un ritmo che mette i brividi e che evidenzia quel solco tracciato con ferocia e violenza dalle politiche di austerity made by Troika - interamente recepite dagli amministratori e dai dirigenti locali - che concentrano ricchezze e privilegi nelle mani di pochissimi, lasciando devastazione e barbarie ai più. Una guerra ai poveri che vediamo ben rappresentata nelle scelte politiche locali, dal settore del diritto alla casa, a quello sociale, a quello del lavoro e della tutela delle norme a garanzia dei lavoratori/trici.
Questa è Rimini: città in cui i poverissimi non hanno uno stato sociale degno e sono caparbiamente respinti dai progetti di sostegno messi in atto dalle politiche all’abitare a causa dei parametri imposti dai regolamenti, voluti dagli amministratori del PD, che perseverano nel garantire l'accesso alla casa solo alle attuali classi sociali medio-alte. Città in cui i lavoratori poveri sono gravemente sfruttati e rischiano di diventare poverissimi, a causa dell’aumento della disoccupazione e della crisi dell’edilizia. Città nella quale il Comune utilizza la Polizia Municipale per eseguire controlli in maniera chirurgica e selettiva in uno spazio sottratto all'abbandono in cui, da oltre un anno, si costruiscono risposte concrete alla povertà, al disagio sociale, all'emarginazione, all'assenza di un diritto alla casa garantito e allo stesso tempo decide di lasciare senza acqua i sei cittadini che qui vi abitano. Città nella quale lo Stato è chiaro con i poverissimi: o muori o ti reprimiamo.
Il fatto che il migrante fosse stato all’ospedale il giorno prima, ci interroga inoltre su un altro aspetto: quello del diritto alla salute. Non conosciamo il caso specifico, ma sappiamo per certo che non avere una dimora degna peggiora ed aggrava lo stato cagionevole di salute così come lo aggravano leggi incostituzionali come l'art.5 del Piano Casa (ideato dall'ex ministro Lupi) che esclude l'accesso a diritti fondamentali come le cure a chi vive in edifici occupati.
Noi sappiamo che i Cristi crocifissi abitano per strada, in stazione, all’Ex Corial e lì muoiono.  
Il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, ci invita a riconoscerli. La Polizia li ha visti accanto ad un Cristo morto, li ha riconosciuti e subito li ha trattati da delinquenti, denunciandoli. Il dirigente Mazzotti li ha riconosciuti negli abitanti di Casa Madiba e li ha privati dell’acqua.
Un nuovo povero è morto. Dobbiamo trasformare la nostra tristezza in rabbia, in tanti dobbiamo agire contro chi pratica la guerra ai poveri, con lucidità ed intelligenza.
La Pasqua non è un periodo felice per i poveri Cristi senza casa.

CASA MADIBA NETWORK - Sportello per il diritto all'abitare ADL Cobas - Campagna Una casa per tutti RIMINI

mercoledì 25 marzo 2015

Siamo tutt* piazza della Loggia - Solidali e complici con la Brescia meticcia!

Comunicato di solidarietà ed adesione dei centri sociali e reti antirazziste dell'Emilia Romagna al corteo di Sabato 28 marzo indetto dalle realtà migranti ed antirazziste bresciane in lotta


Quarto giorno consecutivo di mobilitazione (e oggi sarà il quinto) per migranti e antirazzisti a Brescia dopo le prime cariche di sabato, lo sgombero del presidio ed i fermi. Ancora in piazza e sempre più numerosi perché le istanze che hanno mosso il presidio di sabato 21 marzo riguardano tutte e tutti quelli che lottano contro le frontiere esterne e le barriere interne, contro lo sfruttamento, contro le politiche di austerità , per la giustizia sociale e per la libertà.
La mobilitazione partita sabato 21 marzo è parte di quella battaglia per l’abolizione della Legge Bossi- Fini, ormai in vigore da 13 anni, che nessun governo è stato in grado di abolire. Anzi a cui si sono aggiunte restrizioni su restrizioni, basti pensare alle Legge 94 del 2009 (il famoso/famigerato Pacchetto Sicurezza) che introduce la conoscenza della lingua italiana come ulteriore ostacolo per l’ottenimento dei documenti trasformando un diritto in un ulteriore barriera e il permesso di soggiorno a punti.
E’ una battaglia contro le politiche in tema di immigrazione che producono clandestinità, sfruttamento, precarietà di esistenza nei nostri territori e migliaia di morti nei nostri mari.
La manifestazione di Sabato 28 marzo riporta al centro la vertenza aperta durante il presidio di sabato scorso. Da un lato la vicenda della Sanatoria 2012 con la specificità della Prefettura bresciana che ha rigettato l’80% delle domande di emersione e di cui si rivendica il diritto al rilascio dei permessi di soggiorno. Una specificità che apre comunque la questione generale delle sanatorie truffa a cui tutte e tutti noi abbiamo assistito.
Sull’altro versante il modo in cui la Legge disciplina il fenomeno della migrazione per cui il legame fra lavoro e soggiorno in cui in un periodo come questo di crisi, in cui c’è un’emergenza occupazionale non si può pensare che centinaia di migliaia di persone in tutto il paese corrano il rischio concreto di perdere il permesso di soggiorno ed essere cacciati nella clandestinità.
Lo scorso sabato la Brescia meticcia ha messo al centro i diritti che volevano essere tenuti fuori dalla piazza centrale, relegati ai margini e a cui si è risposto istituzionalmente reprimendo il dissenso e impedendo di fatto la libertà di manifestare con manganellate, cariche della polizia, fermi ed espulsioni.
Ma i migranti, gli antirazzisti, la Brescia meticcia e solidale continua a mobilitarsi mettendoci la faccia per aprire spazi di democrazia.
Ci sentiamo parte di questa battaglia a partire dai nostri spazi sociali, dagli Sportelli migranti attivi in rete nel territorio regionale, dalle case occupate piene e ricche di rifugiati, alle piazze per costruire un’Europa senza confini, libera da razzismo e xenofobia, dalle gabbie securitarie e dalle imposizioni economiche della Troika.
Per questo Sabato 28 marzo saremo a Brescia al fianco dei migranti e degli antirazzisti in lotta.

Coalizione Centri Sociali Emilia Romagna (Casa Madiba Network, Tpo, Labàs occupato, Lab Aq16, Casa Bettola)
Ass. Città Migrante Reggio Emilia, Ass. Rumori Sinistri Rimini, Ass. Ya Basta! Bologna