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martedì 30 novembre 2010

Rimini - Ultimo appuntamento per la rassegna cinematografica: Ken Loach. Storie comuni di diritti negati


L'ass. Rumori sinistri presenterà il film "Bread and Roses" con i migranti truffati dalla sanatoria e assistiti dallo sportello dell'associazione

La rassegna è dedicata all'opera cinematografica del regista inglese Ken Loach e si svolgerà per tutti i martedì del mese di Novembre alle ore 21.00 presso la Cineteca Comunale di Rimini in via Gambalunga


La rassegna cinemtatografica è inserita all'interno del Progetto sociale Cineattivi.
Il progetto si articola in due azioni: un laboratorio sulla comunicazione sociale, orientato alle arti visive e alla comunicazione cinematografica - all’interno del quale si è sperimentata la realizzazione di due cortometraggi improntati sull’esclusione sociale dei migranti e di persone con problematiche di dipendenza da sostanze - e un cineforum di approfondimento sulle tematiche delle lotte individuali e collettive intorno al tema del disagio sociale, dell'emarginazione e delle problematiche in generale che riguardano gli invisibili, persone ai margini della società o da essa esclusi.
Ken Loach ci mostra attraverso storie di vita, la crudeltà delle ingiustizie e delle disparità, ma anche come quell'energia positiva per il miglioramento. Per queste ragioni la rassegna avrebbe potuto intitolarsi “ Ken Loach, la memoria e le ali”,"la memoria" per rileggere il passato e ripensare il presente, "le ali" per guardare al futuro e avere degli elementi per costruirlo.
La rassegna che è, appunto, dedicata all'opera cinematografica del regista inglese Ken Loach e si svolgerà tutti i martedì del mese di Novembre alle ore 21.00 presso la Cineteca Comunale di Rimini in via Gambalunga.
Programma Rassegna cinematografica "Ken Loach. Storie comuni di diritti negati"
9/11 Sweet sixteen (2002)

16/11 My name is Joe (1998)

23/11 Terra e libertà (1995)

30/11 Bread and Roses (2000)

Promossa dalle associazioni di volontariato della provincia di Rimini:
Jacquerie, Carlo Giuliani, Acat, Voce in Capitolo, Arcobaleno, Rumori Sinistri, San Damiano
Con il sostegno di: Volontarimini - Centro servizi per il volontariato di Rimini

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

sabato 3 aprile 2010

Rimini - Ass. Rumori sinistri presenta: Assalto sonoro. La musica come produzione di indipendenza, autonomia e libertà

Sabato 3 aprile 2010
ore 18.00
WORKSHOP: "Musica, indipendenza e impegno sociale"
con la partecipazione di MILITANT A e ASSALTI FRONTALI
ore 22.30
ASSALTI FRONTALI LIVE!
presso Grotta Rossa S.P.A Via della Lontra, 40 - Rimini
Flyers e locandina:
Assalto sonoro. La musica come produzione di indipendenza, autonomia e libertà
Partiamo dal presupposto che la musica ha, come molti mezzi di comunicazione e di trasformazione ed uso del linguaggio, un potente ruolo. Come associazione Rumori sinistri, siamo attivi da anni sul tema dei diritti di cittadinanza e di rottura di tutti quei dispositivi che attraversano le nostre vite e la nostra città e la riducono ad un'immensa prigione a cielo aperto; città dove il controllo sociale si declina attraverso la video sorveglianza, il controllo delle strade e delle piazza, la limitazione delle libertà individuali e collettive. Insomma una vero e proprio confinamento della libertà di movimento.
Siamo un'associazione di volontariato, ma siamo, prima ancora, persone che pensano e agiscono cercando di "rompere", per quanto possibile, l'isolamento sociale nel quale viviamo e di respingere qualsiasi forma di intolleranza, razzismo e discriminazione. Per queste ragioni da tre anni siamo impegnati come volontari nell'attivazione settimanale di uno Sportello per cittadini migranti, perchè crediamo che prima del pensiero conti anche e soprattutto l'azione, un agire che parte anche dai nostri corpi e dal loro coinvolgimento.
Abbiamo capito, però, che i linguaggi e le declinazioni dei nostri pensieri dovevano fuoriuscire dai circuiti nei quali agiamo solitamente. Dovevamo cioè parlare e usare linguaggi nuovi. Da qui, dapprima il cinema e il linguaggio cinematografico, abbiamo infatti realizzato - con altre associazioni di volontariato - due cineforum su Fassbinder e Pasolini presso la cineteca comunale, che avevano come tempi fondanti i sentimenti umani e la precarietà come condizione di vita. Poi ci siamo interrogati sul ruolo potente della musica. Un ruolo che, come il cinema, rimanda immediatamente alla produttività dell'ascoltatore/spettatore ovverosia a come, singolarmente, le persone fruiscono i messaggi e si rendono co-protagonisti, di registi e musicisti, nella costruzione di nuove prospettive, traiettorie, trasfromazioni sociali.
Questo può avvenire solo quando chi produce e realizza musica, cinema, arte si pone non tanto dentro il cliché di ciò che il mercato o la tendenza richiede, ma di ciò che richiama immediatamente ad un contenuto, ad un'idea, ad un impegno per cambiare la nostra realtà.
La musica come indipendenza, impegno sociale e libertà. La musica come strumento di liberazione.
Da qui nasce l'idea di questo evento, che è un evento di promozione della nostra associazione di volontariato ma, prima ancora, un modo per incontrare le giovani generazioni, i tanti gruppi musicali che si impegnano settimanalmente nelle sale prove, i tanti dj che sperimentano nuovi generi musicali, le tante persone che comprano un disco o scaricano brani da internet, non per sentire la top list delle radio commerciali o delle classifiche di vendita, ma per commuoversi e sentirsi attraversati dalla voglia di essere protagonisti nel cambiamento delle nostre vite e dei territori nei quali abitiamo.
La musica come sconfinamento, come movimento dei corpi.
Ecco perché gli Assalti Frontali. I loro testi, la loro scelta discografica, la loro militanza nei movimenti sociali ci insegnano che è possibile coniugare gusti musicali, scelte di vita, lavoro e notorietà per una causa giusta. Finché nel mondo ci sarà chi utilizza i variopinti linguaggi dell'arte musicale per parlarci del presente e non per vivere nella finzione, nel disempegno, nel disinteresse potremo sempre contare su una prospettiva di cambiamento e su quell'energia instancabile a difesa della vita che ci attraversa. Vi aspettiamo...
Info e contatti:
Tel. 349 1824727 - 348 2834257 - ass.rumorisinistri@gmail.com
http://associazionerumorisinistri.blogspot.com/

lunedì 17 marzo 2008

Rimini - Rassegna cinematografica: "Pier Paolo Pasolini. Una visione della precarietà"

"Pier Paolo Pasolini. Una visione della precarietà". Cinema e fotografia

Rassegna cinematografica: "Pier Paolo Pasolini. Una visione della precarietà"
Cineteca comunale via Gambalunga, 27 (Rimini)
Tutte le proiezioni avranno inizio alle ore 21.00
Mostra fotografica:"Pasolini at work" di Angelo Novi
Galleria dell’immagine, via Gambalunga, 27
Inaugurazione martedì 4 marzo 2008 ore 21.00
La rassegna nasce da un progetto dell’Associzione Rumori Sinistri (leggi l’introduzione), in collaborazione con l’Ass. Carlo Giuliani, Gruppo San Damiano e il contributo di Volontarimini.
Le pellicole:
Martedì 4 marzo 2008
- Teorema
La visione pasoliniana del ’68, con una critica spietata ai dogmatismi della morale perbenista e libertina della borghesia. Viene messa in discussione la razionalità del pensiero europeo ed esaltata in chiave nicciana la passionalità degli esclusi della storia. Il finale è un deserto che rappresenta il dolore dell’esodo
Martedì 11 marzo 2008
- "La ricotta" - "La terra vista dalla luna" (Copie provenienti dalla cineteca di Bologna)
A seguire "Pasolini cultura e società" di Carlo Di Carlo sarà presente l’autore. In "La ricotta" si affrontano le problematiche della crisi della rappresentanza politica e della precarietà dei soggetti esclusi dal conflitto capitale/lavoro. In la terra vista dalla luna si parlerà della periferia come luogo di confine, nella sua duplice accezione di spazio chiuso e di spazio aperto. Il primo produce precarietà, emargianzione, razzismo, il secondo invece contaminazione culturale e nuovi saperi.
Martedì 18 marzo 2008
- "Salò o le 120 giornate di sodoma" (Copia proveniente dalla cineteca nazionale)
La critica pasoliniana usa la clava e frammenta tutti i dispositivi del potere. Niente è risparmiato. Il linguaggio, la politica, l’arte, il corpo, sono tutti elementi che il potere usa per soddisfare il proprio desiderio/piacere.



La mostra fotografica:
"Pasolini at work" di Angelo Novi
Inaugurazione martedì 4 marzo 2008 ore 21.00
La mostra fotografica permanente di Angelo Novi "Paolini at work", è realizzata in collaborazione con il Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini - Cineteca di Bologna.

Info:
Associazione Rumori Sinistri - Rimini
ass.rumorisinistri@gmail.com
Tel. 0541 751653 o 334 9766046

Volontarimini
volontarimini@volontarimini.it
Tel. 0541 709888

sabato 1 marzo 2008

"Pier Paolo Pasolini. Una visione della precarietà". L’introduzione al progetto

a cura dell’Ass. Rumori sinistri (Rimini)

Premessa
Pasolini è l’intellettuale italiano che più di molti altri ha saputo leggere e riflettere la modernità in tutte le sue contraddizioni. Nella sua vasta produzione artistica e saggistica egli ha affrontato con profondità analitica e piglio polemico il problema della trasformazione dell’Italia del secondo dopoguerra e del boom economico. Già negli anni ‘60 Pasolini era riuscito a cogliere con sguardo profetico, tutte quelle dinamiche che hanno portato successivamente alla frantumazione sociale e culturale del paese.
La crisi dell’arte e del linguaggio, la comparsa delle periferie come luoghi di alienazione umana ma anche di nuove elaborazioni culturali, la crisi della rappresentanza politica e la riflessione sui nuovi modelli di democrazia che nascevano nel corso degli anni ’60 e ’70, le problematiche delle nuove soggettività sociali non riducibili alla mera e meccanica contrapposizione capitale/lavoro, la critica ai sistemi della comunicazione di massa, la riflessione sul rapporto tra “vecchio” e “nuovo”, la critica al sapere eurocentrico e dogmatico, il problema del corpo come orizzonte fisico del desiderio e come oggetto di controllo subordinato alle regole discorsive del potere, l’aspirazione ad una dimensione esistenziale non segnata dal marchio della precarietà e la lotta contro il regime politico ed economico che preparava la stagione delle stragi di stato, sono solo alcune delle tematiche che si ritrovano nella riflessione pasoliniana e che attraversano quindi anche la sua produzione filmica.
Il cinema di Pasolini può essere quindi un attimo strumento di riflessione critica sull’opera dell’intellettuale e può costituire un brillante punto di partenza per aprire una riflessione sulle dinamiche della nostra società fatta di precarietà, massificazione e perdita d’identità.
La proposta di un cineforum nasce da queste considerazioni e vuole essere estesa non solo ad un target di riferimento già orientato ed interessato a questo poliedrico intellettuale, ma soprattutto alle giovani generazione, a coloro che, oggi più di altri, subiscono gli effetti di questa società del consumo, che rifugge la cultura e propone modelli e messaggi hollywoodiani come unico patrimonio di conoscenze e di saperi.
Crediamo inoltre che questa iniziativa possa essere o meglio possa rappresentare un valore aggiunto alla produzione culturale della nostra città, con una dimensione territoriale non solo comunale ma anche provinciale.
Presentazione e analisi del contesto di riferimento:
La rassegna cinematografica “Pier Paolo Pasolini: una visione della precarietà”, nasce come idea elaborata dall’Associazione Rumori Sinistri che da tempo organizza cineforum, incontri, presentazioni di libri sul tema della precarietà/flessibilità, del lavoro e del rapporto tra generazioni, non ultimo l’attivazione dello Sportello migranti in collaborazione con l’Ass. Ya Basta di Bologna e Reggio Emilia.
Questo progetto pertanto è rivolto al contesto del Comune ma anche della provincia riminese, con lo scopo primario di promuovere una rassegna cinematografica caratterizzata da nuove modalità che coinvolgano le persone che vorranno assistere alle proiezioni.
Il progetto “Pasolini: una visione della precarietà” intende fornire una risposta efficace anche alla difficoltà di avere spazi comuni dove riunirsi per vedere film e favorire, concluse le proiezioni, un dibattito-confronto-riflessione che coinvolga tutti i presenti. Lo scopo pertanto non è quello di realizzare una semplice rassegna cinematografica su Pasolini, ma partire dalle sue opere per leggere e riflettere sulla modernità in tutte le sue contraddizioni e producendo attraverso le discussione e la partecipazione, materiale video e cartaceo come riferimento per tutti coloro che vogliano approfondire l’argomento o organizzare un’esperienza simile.