sabato 31 agosto 2013

Riviera romagnola: con l'incremento della produzione aumenta lo sfruttamento e il lavoro nero


L'assessore provinciale al turismo, Fabio Galli, ha comunicato i dati provvisori relativi agli arrivi e alle presenze turistiche del mese di luglio nella provincia di Rimini: + 1,6% i primi e + 0,2% le seconde.
Galli ha trasmesso alla stampa locale la seguente nota: “Finalmente una notizia che infonde un po' di sollievo anche se poi le analisi che andranno fatte nelle prossime settimane dovranno essere approfondite e puntuali”.
Si registra, pertanto, un incremento sia degli arrivi sia delle presenze, ma al contempo si è si manifestata una diminuzione dei contratti di lavoro stagionali e del numero degli occupati nel turismo, come ha mostrato il Centro studi Politiche del lavoro e società locale della Provincia di Rimini. Nella sintesi del rapporto sugli avviamenti nel primo semestre si evince una drastica riduzione delle assunzioni nel settore turistico, con un calo del 9% rispetto allo stesso semestre dello scorso anno.
E' solo apparentemente un'incongruenza, difatti una buona parte delle assunzioni, avviene in nero. Mai, come quest'anno abbiamo infatti registrato - attraverso le segnalazioni pervenute con la “Campagna per l'emersione del Lavoro Gravemente Sfruttato” - un numero così alto di lavoratori stagionali che hanno lavorato in assenza di contratto.
A questo si aggiunge tutta quella parte di contratti la cui applicazione è irregolare, vale a dire contratti part-time e a chiamata che celano in realtà un rapporto di lavoro subordinato che va bel oltre il full-time: 12/13 ore giornaliere e mancato rispetto del giorno di riposo settimanale.
Possiamo pertanto affermare che l'aumento della produzione diviene proporzionale all'aumento dello sfruttamento.
A ciò si aggiungono quei dispositivi esercitati sui lavoratori stagionali: la minaccia, il ricatto, la violenza e l'azzeramento di tutti i diritti, compreso quello alla salute e all'igiene nei luoghi di lavoro.
I controlli degli enti statali presso le aziende non risolvono il problema della precarietà e del grave sfruttamento lavorativo, ma sono funzionali solo a regolarizzare “parzialmente” le posizioni.
Si registra un aumento della produttività dovuto ai controlli della Guardia di Finanza sull'evasione fiscale e la tassa di soggiorno e al contempo diminuiscono i dati degli avviamenti nel turismo. Quindi risulta evidente come i controlli degli ispettori del lavoro non sono sufficienti per combattere il cancro del Lavoro Gravemente Sfruttato nella provincia di Rimini, per ragioni quantitative e qualitative delle medesime ispezioni
Gli undici lavoratori dell'hotel Nuova Riccione di Riccione, scoperti in nero o in assunzioni tramite voucher, sono stati regolarizzati tramite l'applicazione di contratti part-time, che nascondono in realtà un ammontare di ore ben diverso e un rapporto di lavoro di altra natura. Ovvero, l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro è stato utile a risolvere il problema del lavoro nero e non certo del Lavoro Gravemente Sfruttato ed irregolare.
Per denunciare la continuazione dell’irregolarità, alcuni lavoratori stagionali, grazie alle indicazioni ricevuta dall’ADL COBAS, si sono presentati negli uffici della DTL di Rimini ed hanno integrato le loro dichiarazioni rispetto al primo verbale reso durante l'ispezione del 22 giugno. Solo attraverso quest’ azione, è potuta emergere un’illegalità che non si ferma nel momento in cui l'azienda è stata colta in flagranza, e sulla quale sono applicate le sanzioni, ma che continua nonostante e oltre le ispezioni.
La stampa locale ci ha informato nei giorni scorsi di otto lavoratori assunti tramite una società che gestisce una struttura alberghiera, rimasti senza stipendio da maggio. Si tratta di un passaggio di società, la cui finalità molto spesso è quella di agire l'insolvenza del salario.
Gli otto lavoratori si sono rivolti a un'organizzazione sindacale, che si è limitata ad inviare all'azienda le lettere di sollecito dei pagamenti degli stipendi arretrati. Una semplice missiva di sollecito non è una prassi adeguata per ottenere il rispetto dei diritti, ma non incide nemmeno materialmente sulla pelle degli sfruttatori che derubano i lavoratori e si arricchiscono con questo furto ai danni di tutta la comunità. Sarebbe stato lodevole da parte delle stessa organizzazione sindacale invitare i lavoratori a bloccare la produzione dei servizi e produrre un conflitto diffuso contro i capitalisti del turismo e gli amministratori che hanno favorito nel tempo queste prassi con la scusa che il turismo è un importante ammortizzatore sociale del territorio.
A quanto pare, attivare buone prassi ed agire il conflitto, sono cose che i sindacati confederali non faranno mai.
Una ricerca di Trivago evidenzia come nella stagione 2013 si siano registrati in tutta la riviera prezzi al ribasso rispetto alla stagione precedente per alloggiare negli alberghi romagnoli ( Bellaria-Igea Marina e Cattolica che scendono del’11%, Cesenatico -6% e Rimini e Riccione a -5% ) a differenza di altre località turistiche/balneari italiane.
Questa ricerca, di certo non di parte, riconferma quello che diciamo da anni, ovvero che i servizi a basso costo si reggono esclusivamente sul furto dei salari dei lavoratori stagionali in nero, precarizzati e senza diritti, mentre i sindacati confederali manifestano per difendere lo status quo, ovvero il contratto collettivo nazionale del turismo, l'ultimo baluardo della storia novecentesca che in questo territorio non è mai stato applicato. E’ necessario mettere in campo una difesa serrata e determinata del contratto nazionale del Turismo come limite allo sfruttamento, giorno per giorno, azienda per azienda, attraverso la presenza fisica di cittadini e sindacalisti solidali con i lavoratori che esigono il rispetto dei diritti. Il contratto nazionale del Turismo è un istituto centrale e violato nel 99% degli alberghi della provincia di Rimini per una serie di ragioni storiche. Da un lato la mancanza di pratiche di lotta e di conflitto sociale contro gli sfruttatori, raramente promosse dalle strutture sindacali locali, e dall’altro una cultura dell’illegalità legittimata e tollerata dalle istituzioni locali.
ADL Cobas Emilia Romagna - Ass. Rumori sinistri Rimini


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